Almeno 32 arrestati, 271 accompagnati in Questura, di cui 220 minori, danni per almeno un milione di euro e un sentimento di paura che non ha ancora abbandonato la città. Milano fa i conti con il weekend di proteste e devastazioni che ha segnato una profonda ferita.
Saccheggi e devastazione
Sono i numeri a dare il quadro di quanto successo in particolare domenica sotto le guglie del Duomo e lungo la strada dello shopping dei giovani, via Torino: 271 i giovani accompagnati in Questura nel corso dei disordini della domenica pomeriggio. Di questi, 60 sono stranieri e 220 minori, mentre sono 32 le persone arrestate, di cui 13 cittadini stranieri e 23 minorenni. 28, infine, i giovani denunciati, di cui 15 stranieri e 23 minori.
Il tutto mentre sono ancora in corso gli accertamenti della Digos per identificare altri responsabili dei disordini e dei danni. Intanto, per 4 degli arrestati la Procura di Milano ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per il “concreto e attuale pericolo” che gli indagati, “se lasciati in libertà”, possano commettere altre azioni simili, visto che gli stessi “hanno dato prova di assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza”.
Danni economici
Altri numeri sono quelli che arrivano da Confcommercio Milano. “Il bilancio è disastroso, perché noi domenica mattina avevamo fatto una stima di circa mezzo milione di euro di danni, derivante dai danni materiali subiti dalle attività commerciali più il mancato guadagno, e stamattina siamo già al milione di euro, perché la situazione che si è verificata tra ieri pomeriggio e ieri sera ha portato ovviamente alla chiusura di attività commerciali, a disdette, a rinunce. E la situazione è in evoluzione, dato che anche in questo momento, che c’è un nuovo raduno in piazza Duomo, le forze dell’ordine stanno dicendo ‘chiudete’ perché appunto c’è una nuova manifestazione”, dice, sentito da LaPresse, il segretario generale di Confcommercio Milano, Marco Barbieri.
“Si tratta di una situazione che comporta perdite di fatturato, che si ‘pagano’ nel vero senso della parola. Le forze dell’ordine ci hanno già allertato su nuove mobilitazioni il weekend prossimo, dicendo di conseguenza ‘tenetevi pronti’ a chiudere o chiudere prima. Dobbiamo inevitabilmente adeguarci a questa situazione, a questo contesto”, ha aggiunto Barbieri.
Negozi chiusi
A molti esercenti, però, non è stato necessario aspettare il prossimo fine settimana per abbassare le serrande: oltre ai negozi devastati domenica, in molti nelle vie del centro cittadino hanno chiuso per paura di altri saccheggi.
“Sembrava di stare in guerra, una situazione veramente fuori controllo”, ha raccontato Christian D’Agostino, titolare del negozio ‘Rinascimento’ di via Torino, danneggiato durante i disordini di domenica pomeriggio nel centro di Milano.
