Mentre in televisione i vandali di Milano vengono coccolati dai soliti intellettuali di sinistra, i genitori dei violenti usano ben altri toni. Davanti la questura del capoluogo lombardo, dove i giovani sono stati portati per procedere con le identificazioni, le loro famiglie palesano tutto il nervosismo e la disapprovazione.
“Non sanno neanche di essere al mondo e vanno a manifestare per la scuola…ed è iscritto alla privata” dice una donna a un’amica che accanto a sé ha il figlio minorenne. Inutile i tentativi di disapprovazione, che la madre spegne sul nascere: “Non fare il cretino...e domani inizi a lavorare”.
Dall’altra parte un padre risponde al telefono e, prima di essere chiamato per capire di cosa è accusato suo figlio, chiarisce il suo punto di vista: “Metà dei fermati sono minori...l’altra sono pirla”. Alcuni genitori sono increduli, ma le forze dell’Ordine chiariscono di aver riconosciuto i ragazzi quando si sono abbassati i passamontagna.
Sintomo di un mondo reale distante rispetto la giustificazione a suon di “però” che da qualche giorno intellettuali di sinistra rilanciano in tv parlando di disagi ed emarginazioni.
