Più di un’ora e mezza di riunione per preparare, viene riferito, “una risposta forte dello Stato”. Il governo studia ulteriori misure sul fronte della sicurezza, all’indomani dei disordini a Milano e nelle altre città. Sul tavolo anche l’ipotesi di un decreto legge da varare in tempi molto brevi, ma non sarebbe stata presa ancora alcuna decisione definitiva.
Al vertice a Palazzo Chigi, presenziato dalla premier Giorgia Meloni, hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini (in video collegamento) e Antonio Tajani, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i vertici delle Forze dell’ordine e dell’Intelligence.
Si valutano le soluzioni, si approfondiscono le norme da un punto di vista tecnico e l’ulteriore “strumento” normativo – queste le parole utilizzate dalla presidente del Consiglio – contro “chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos”. Qualora si dovesse optare per la via della decretazione d’urgenza partirebbe, come da prassi, un’interlocuzione con il Colle. In ogni caso la premier avrebbe sollecitato, riferiscono fonti che hanno partecipato all’incontro, una “risposta forte da parte dello Stato”. Con l’obiettivo di – ha scritto ieri sui social il capo dell’esecutivo – “difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti”.
