Referendum, usano i morti di Gaza per qualche voto in più. La piazza di Roma
Come promesso, un solo slogan: «Free Palestine». Migliaia di striscioni contro lo Stato «terrorista» e tante kefiah a perdita d’occhio. L’unico ad avvicinarsi al corteo con la bandiera di Israele (ed una arcobaleno) è però il giornalista Klaus Davi, «due manifestanti me l’hanno sottratta», ha denunciato dopo. D’altra parte lungo il tragitto, nessun riferimento agli ostaggi in mano ad Hamas dal 7 ottobre 2023, e naturalmente nulla da dire sul governo che gestisce la Striscia di Gaza dal 2007, in un clima di abusi e terrore.
Palestina libera e.... Bella ciao. Sinistra in piazza a Roma per il Gazarendum
È la piazza di Elly Schlein, Giuseppe Conte e del duo Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che verso le 14 comincia a muoversi dall’Esquilino verso San Giovanni. Per gli strateghi del Nazareno è anche l’antipasto del referendum, un due per uno che incoraggerebbe l’affluenza ai seggi. Pierluigi Bersani offre una pratica dimostrazione: sfila davanti alle telecamere con un cappellino rosso che incita a votare cinque sì.
Peraltro il corteo procede a senso unico, vittime e aggressori restano in bianco e nero, senza mai confondersi o sovrapporsi. Non c’è storia, piuttosto una verità senza aggiornamenti: da una parte i «buoni» (in senso lato), dall’altra i cattivi per definizione: Israele. Qualcuno improvvisa, «yankee go home», nostalgia canaglia.
Sinistra allo scoperto al corteo per Gaza: "spot" di Bersani e D'Alema pensa la voto
Lungo il serpentone della manifestazione, c’è spazio per un altro «cattivo»: Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio compare in diversi manifesti, in uno è ritratta accanto al presidente israeliano Netanyahu con la scritta: «Ma quale genocidio? È solo uno sterminio».
Un manifestante si aggira per piazza Vittorio Emanuele II con la bandiera palestinese intorno alla vita e sulla schiena la foto di Netanyahu e della premier, accostata a quella di Mussolini e Hitler. Altro spunto «creativo»: un cartello con scritto «Sono padre, sono cristiano, sono nonno, sono italiano, non sono assassino», che suscita l’apoteosi dei manifestanti al suo passaggio.
I leader sono in testa al corteo, uniti nel reggere lo stesso striscione e durante l’attesa, cantano in coro «Bella Ciao». La delegazione democratica è nutrita, guidata dalla segretaria Elly Schlein insieme al presidente del partito Stefano Bonaccini, al presidente dei senatori Francesco Boccia, al responsabile esteri Giuseppe Provenzano, e alla capogruppo Chiara Braga. Si rivede Massimo D’Alema, pronto a dispensare consigli: «Bisogna stoppare l’accordo di associazione con Israele». L’unico in giacca è l’impeccabile Giuseppe Conte, mentre Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni scelgono la t-shirt, la segretaria Schlein opta per la divisa d’ordinanza, camicia bianca e jeans. C’è anche la componente «ma anche», i riformisti, che venerdì erano a Milano: Lorenzo Guerini e Filippo Sensi. Dietro c’è posto per il governatore Vincenzo De Luca, a pochi metri di distanza Roberto Fico, della serie incontri da evitare.
Video su questo argomento
Cerno: ma quali referendum, sono le primarie del centrosinistra a spese nostre | VIDEO
All'interno del corteo ammessa una delegazione di oppositori ProPal che sottolineano: «Le forze oggi all’opposizione, quando erano al Governo, hanno toccato il record di Pierluigi Bersani «C'era il sole, mi hanno allungato un cappellino e l'ho preso. Se Procaccini mi avesse dato un borsalino avrei messo quello» esportazione di armi a Israele, soprattutto con il Conte 2».
Nel frattempo dal palco di piazza San Giovanni iniziano a parlare gli oratori selezionati dal «campo stretto» della sinistra. Senza infingimenti Rula Jebreal: «È importantissimo definire quello che sta accadendo a Gaza: è un genocidio». La parola 7 ottobre compare solo durante l’intervento del giornalista Gad Lerner. Sarà un caso, ma tra la folla scatta qualche sonoro fischio.
Referendum da ridere, il video che travolge i dem: "Pd? Poi decidiamo..."
I toni apocalittici tornano con Luisa Morgantini, l’anziana pasionaria ProPal, che usa uno slogan controverso: «Tutti liberi dal fiume al mare», ovvero senza lo Stato di Israele. È la volta dei leader, rigorosamente in ordine alfabetico. La segretaria dem e l’ex Presidente del Consiglio ripetono dal palco la formula «magica»: «Non siamo antisemiti».
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo