E non è la prima volta. Giudici e pubblici ministeri del capoluogo dell'Isola, infatti, diserteranno sabato la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario in cui è prevista proprio la presenza del Guardasigilli. Allo stesso tempo, i magistrati del distretto di Palermo metteranno in scena una vera e propria contromanifestazione. In buona sostanza, una clamorosa protesta che prima avrà come teatro piazza della Memoria, nell'atrio della «Cittadella della giustizia» a fianco al Tribunale, e che è stato anche lo scenario del recente sciopero delle toghe. Poi si recheranno nell'aula magna della Procura dove, in un'assemblea aperta a cittadini, a esponenti di forze politiche e sociali e all'avvocatura, ci confronteranno sulle questioni che animano la riforma dell'ordinamento giudiziario. Dunque, è guerra sempre più aperta tra Castelli e i magistrati. E l'atmosfera che attente il ministro a Palermo, di certo, non affievolisce lo scontro. Ma lo stesso Castelli non si scompone: «Ognuno si prende le responsabilità delle proprie azioni. Se non ci sarà nessuno, allora sarà chiaro chi non vuole il dialogo». Saranno presenti alla cerimonia, invece, i colleghi della corte d'Appello di Palermo che, secondo le norme dell'ordinamento giudiziario, dovranno assicurare la regolarità formale dell'udienza di apertura dell'anno giudiziario. Insomma, i magistrati non intendono ascoltare il discorso del Guardasigilli. Un copione non nuovo e che inasprisce di più uno scontro già duro. Tuttavia, il ministro della Giustizia non manca di manifestare toni di apertura: «Mi auguro - conclude Castelli - che i magistrati accettino il dialogo. Sabato andrò a parlare anche e soprattutto ai magistrati. Spero che stiano ad ascoltare quello che ho da dire». Ma proprio dal fronte delle toghe, non sembra arrivare nessuna mano tesa. Anzi i magistrati, per bocca di Massimo Russo, presidente dell'Anm di Palermo, ribadiscono la messa in scena della contromanifestazione nel corso della quale si confronteranno «sull'assoluta inadeguatezza rispetto alle vere cause del disservizio e dell'inefficienza dell'amministrazione della giustizia, dei progetti di riforma e sui loro evidenti limiti costituzionali». Toni più distesi giungono, invece, dagli avvocati palermitani. Il presidente dell'Ordine di Palermo, Manlio Gallo, afferma: «Noi parteciperemo alla cerimonia, anche se dirò ad un mio consigliere di presiedere alla cosiddetta "contromanifestazione"». Non usa mezze parole, invece, sulla protesta delle toghe: «I magistrati non dovrebbero scendere alla protesta e quando scioperano è allarmante». Poi l'affondo: «I magistrati devono tenere fuori dall'aula i loro gagliardetti politici».
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