“It’s bad enough with four!”. Parafrasando Angelo Bonelli con le parole di Paul McCartney, che nel 1969 rifiutava l’ingresso del “Quinto Beatle” nella band più famosa d’oltremanica, il concetto rimane ben impresso. I leader della coalizione “progressista” - il cosiddetto campo largo - hanno una chat di gruppo e, “per il momento”, c’è un quinto incomodo: non è Billy Preston, il famoso tastierista americano che John Lennon avrebbe unito ai suoi Beatles. Il suo nome è Matteo Renzi ed è forse uno dei fattori di maggiore divisione tra le forze che comporrebbero la squadra anti-Meloni II.
“Esiste davvero una chat che riunisce i leader del campo largo?” è la domanda posta dal conduttore di L’Aria che Tira, David Parenzo, al suo ospite in studio, il portavoce di Europa Verdi e deputato di Avs. Dopo un tentativo di sviare alla domanda, Bonelli confessa: “Sì, ma non le dirò il nome del gruppo, non me lo ricordo e ormai li confondo con le chat dei genitori e insegnanti di mia figlia”. Incalzato da Parenzo sui nomi dei leader che fanno parte della chat, emerge l’escluso: “Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e... - sentenzia con un accenno di sorriso - per ora è sufficiente”.
Manca, quindi, il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che è uno dei principali motivi di disaccordo tra il Pd targato Schlein, cui la linea è “c’è bisogno di tutti per sconfiggere il nemico (Meloni e il suo governo)” e il Movimento 5 Stelle che non ha certo dimenticato la fine del Conte II. Trovare una quadra “è già abbastanza complicato in quattro”, tornando alla celebre frase del cantante dei Beatles, ma il campo largo prima o poi sarà prenderà una direzione definitiva sul quinto membro?