Politica

Campo largo, le manovre dei veterani dem. Rosy Bindi: “Bersani federatore, Schlein e Conte hanno tempo”

L’ex ministra chiede un “atto di generosità” a Elly e Giuseppi e vede già Gabrielli al Viminale

Nel campo di battaglia del campo largo incrociano anche i veterani del centrosinistra, con un occhio al Quirinale. Ne è un lampante esempio l’intervista di Rosy Bindi oggi al Corriere. Prima spara a pallettoni sulla legge elettorale appena varata: “È una manomissione della Carta con legge ordinaria”, attacca, per poi argomentare che “la velocità della firma” del presidente Mattarella “consente alla Consulta di decidere sui ricorsi che sono già pronti e di esprimersi prima della data delle prossime elezioni, così che non si formi un altro Parlamento eletto con una legge poi dichiarata illegittima”.

Poi attacca la maggioranza di centrodestra e in particolare la classe dirigente di Fratelli d’Italia: “Mi ha impressionato la spudoratezza con cui hanno sostenuto che siamo nella Terza Repubblica e Giorgia ne è la prima premier. È l’ennesima dimostrazione che si sono sempre sentiti degli alieni, non si sono mai riconosciuti nella Costituzione antifascista e in questa Repubblica. Stanno rompendo ottant’anni di storia democratica”.

E dopo il refrain dei fascisti al potere, ecco che arriva il capitolo della faida nel campo largo. Bindi ribadisce la sua contrarietà alle primarie di coalizione. Tuttavia, se Giuseppe Conte non vuole lasciare il passo a Elly Schlein, che presumibilmente avrà più voti, come si sceglie il candidato premier?

Per la veterana dem ci vuole un federatore, figura mitologica con pochi papabili: “Si scelga un padre nobile del centrosinistra e gli si affidi il compito di unire attraverso la squadra e il programma. Poi tutti a fare campagna, da subito”, afferma Bindi.

E chi, di grazia? Non Gualtieri, “ottimo sindaco, ma il terzo nome non può essere” il suo, come neanche quelli di “Salis, Manfredi o Decaro, sono tutti potenziali concorrenti alle primarie e perché mai i due più titolati dovrebbero cedere?”.

Insomma, serve “uno al di sopra delle parti” che Bindi individua in Pier Luigi Bersani: “Sono testarda”, argomenta, “anche se lui giustamente si schermisce. Il presupposto è un atto di generosità di Schlein e Conte. Il mondo è grande e il tempo è lungo”.

Insomma, per Elly e Giuseppe ci sarà tempo di andare o tornare a Palazzo Chigi, afferma l’ex ministra che vede già, bontà sua, la vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche del 2027: “Le dico solo che per gli Interni abbiamo Gabrielli”, suggerisce a Monica Guerzoni che la intervista, mentre per Ruffini, animatore dell’ennesimo centrino, “un ministero economico andrà benissimo”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.