Niente fuochi di artificio. Niente effetti speciali. Niente televendite. Niente promesse.
All’assemblea di Assolombarda, Giorgia Meloni ha scelto di far pesare il dividendo della serietà e della responsabilità.
In qualche modo, il contrario di quello che ci si aspetterebbe all’avvio di una campagna elettorale. Anzi, è come se la premier avesse detto a tutti, imprenditori inclusi: io sarò domani quella che sono stata fino a ieri. Non ho da promettervi altro se non la serietà che avete già conosciuto.
Prendete le quattro frasi-chiave del discorso di ieri, che sintetizzerei così: viviamo tempi che non concedono tregua; il governo ci sarà; Palazzo Chigi non si metterà di traverso rispetto al lavoro delle imprese; in Europa non diremo sempre sì.
Queste frasi fissano un perimetro di affidabilità. E inducono tutti a un paragone inevitabile: meglio Giorgia o gli scappati di casa che stanno dall’altra parte? Meglio un paio di mani sicure o un’avventura imprevedibile? Se volete, mettiamola ancora più nettamente: affidereste una questione importante della vostra vita (e della vostra azienda) a lei oppure a uno a caso tra Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni?
La risposta non è difficile. Anzi, è impossibile avere un solo istante di esitazione.
Resta solo un interrogativo. Non c’è alcun dubbio sulla scelta da compiere. Semmai, c’è da tremare alla sola idea di una Schlein alla guida dell’Italia o di un Conte rimesso in condizione di proporre altre politiche sudamericane, altri superbonus, altri buchi.
Sarebbe uno scenario-horror.
Eppure al centrodestra, oltre alla doverosa e sacrosanta prudenza, servirà anche una dose di coraggio in economia. Giocare solo in difesa, in un contesto che peggiora, potrebbe non bastare. Qui pensiamo che Meloni lo sappia bene. E dunque, nonostante tutto, nonostante il peggioramento delle condizioni di contesto, ci attendiamo comunque una finanziaria coraggiosa: meno tasse dove si può, meno burocrazia, una linea netta su energia e competitività. Nei limiti del possibile, certo. Ma arrivando a quei limiti.
