Youssef vittima del clima politico... «Non siamo sorpresi in termini assoluti del fermo, considerata l’aria politica che tira. Nel caso specifico, lui non ha commesso nulla ed è sicuramente sorpreso che gli vengano contestati tutti questi reati». Lo afferma l’avvocata Yasmina Abu Sharar, che con il collega Benedetto Ciccarone difende Youssef Siher, fermato a Milano per istigazione a delinquere aggravata. Alla domanda se ritengano politico il provvedimento scattato nei confronti dell’amministratore della chat «Movimento 17 ottobre», i due legali si limitano a rispondere: «Noi facciamo gli avvocati».
«Lui non ha tenuto nessuna condotta istigatoria nelle violenze. Per noi sono cose che non costituiscono reato e l’aggravante del terrorismo non sussiste», afferma l’avvocato Ciccarone. La difesa ha chiesto la scarcerazione: sulla richiesta dovrà pronunciarsi la gip di Milano Landoni.
«Secondo noi non ci sono gravi indizi di colpevolezza né esigenze cautelari. Per noi, le cose scritte in chat non sono istigatorie, come abbiamo spiegato nel nostro intervento di mezz’ora davanti alla giudice, alla quale abbiamo contestato la sostanza dei reati», spiegano i legali.
A chi chiede perché Siher abbia creato il gruppo social «Movimento 17 ottobre», l’avvocato Ciccarone replica: «Quando arriverà il momento in cui dovrà esprimersi in questo procedimento, e se diventerà un processo, si esprimerà lui. Io non posso parlare per lui. Quello che ha scritto, per noi, non costituisce reato».
Insomma, una difesa a 360 gradi, che è l’anima dello stato di diritto. Diverso il discorso se a farla non sono gli avvocati ma i politici...
