Il Movimento 17 ottobre annulla tutte le piazze annunciate per oggi e cambia il piano. Alle 14.30 comunicherà tre nuovi punti di concentramento per ciascuna città. Alle 15.30 renderà nota una quarta piazza, quella finale, verso la quale i partecipanti dovrebbero muoversi in corteo per ricongiungersi. Gli appuntamenti precedenti, da piazza Duomo a Milano a piazza Nettuno a Bologna, fino al Circo Massimo a Roma, non sono più validi. Il nuovo avviso riguarda anche Torino, Firenze, Genova, Padova e Bari, dove erano stati annunciati ritrovi per le 15.
Ieri il movimento ha diffuso sui social le nuove disposizioni invitando i partecipanti a non presentarsi nei luoghi indicati nei primi appelli. La mobilitazione resta confermata, ma i ritrovi saranno annunciati soltanto nell’imminenza delle proteste. «Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo», scrive M1710. Ogni partecipante dovrà raggiungere il punto geograficamente più vicino, per poi dirigersi con gli altri verso la piazza finale. «Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità». «Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto». Il movimento rivendica la scelta con il richiamo a «be water», muoversi e ricomporsi, e la presenta come risposta a quella che definisce la volontà del governo di «militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano».
Nel comunicato compaiono «soldati, manette e decreti», presidi, blindati e zone rosse. «Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto», si legge ancora. Nessun percorso è stato anticipato. Il documento è stato pubblicato su Instagram in collaborazione con la Rete Liberi/e di Lottare, già attiva dal 2024 nella campagna contro il ddl 1660 e oggi impegnata contro i decreti sicurezza. È un rapporto pubblico fra i due account, mentre resta da chiarire chi gestisca i canali del Movimento 17 ottobre.
Le Questure hanno rafforzato i dispositivi per le manifestazioni di oggi. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha spiegato che per Milano «stiamo lavorando bene, abbiamo pianificato tutto quello che è pianificabile, abbiamo rafforzato tutti i dispositivi», ha detto. «Non è solo Milano, ci sono attenzioni in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative di quel tipo, Roma in primis, dove ci sono ben quattro iniziative - ha aggiunto - Abbiamo un’attenzione crescente, ivi compresa quella sull’individuazione di queste reti di comunicazione, di allertamento e di sollecitazione alle partecipazioni a queste manifestazioni. Vediamo, siamo abbastanza fiduciosi». A Milano è previsto anche l’impiego di 500 paracadutisti della Folgore per rafforzare il controllo del territorio e liberare agenti da destinare ai servizi di ordine pubblico. A Roma il questore, Roberto Massucci, ha presieduto ieri un tavolo tecnico con le forze di polizia, mettendo a punto una «strategia della saturazione del territorio reale e virtuale». Il dispositivo comprende il centro storico, i luoghi adatti a grandi aggregazioni e le direttrici di accesso dalla periferia e dalla provincia. Attenzione anche agli accessi della metropolitana, mentre la Polfer presidierà i principali scali ferroviari. La pianificazione riguarda sia le manifestazioni preavvisate sia le mobilitazioni spontanee annunciate attraverso le piattaforme digitali. Da giorni il Centro per la sicurezza cibernetica di Roma, in raccordo con la Digos e gli uffici informativi delle altre forze di polizia, controlla i social alla ricerca di contenuti utili a prevenire disordini.
Tra gli ambienti monitorati figurano anche quelli «sportivi», per la possibilità di contromobilitazioni dirette a presidiare le aree urbane. Dall’alto interverranno i droni della Questura, il velivolo del primo Reparto Volo della Polizia di Stato e gli aeromobili dell’Arma. Sono state intensificate anche le interlocuzioni con gli organizzatori dei cortei preavvisati: «Sblocchiamo tutto», di Gioventù Nazionale e Azione Universitaria, dalle 10 alle 13.30, da piazza della Libertà a piazza Risorgimento, e «Fuori l’Italia dalla guerra», promosso dall’Asse antimperialista, dalle 15 alle 19, da piazza della Repubblica ai Fori Imperiali.
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