Tempus fugit: ancora choccati dalle immagini di Milano dello scorso weekend, siamo già arrivati a giovedì. E per dopodomani è annunciata una nuova raffica di manifestazioni, inclusa Roma, dove il caos potrebbe partire dal Circo Massimo.
Sarà un test per tutti. Lo sarà oggettivamente per il governo e le forze dell’ordine. Comprendiamo bene la prudenza e i vincoli (non voluti, semmai subìti), ma speriamo di non dover rivedere i poliziotti sulla difensiva, in una chiave di mero contenimento. Ogni eventuale esitazione, anche solo apparente, sarebbe letta dai nemici della Repubblica come debolezza e inviterebbe a un’ulteriore escalation.
E il test sarà anche e soprattutto per la sinistra. Fino a oggi da quella parte sono venute parole inadeguate, mezze condanne, mezze prese di distanza. Tutto a metà, tutto ambiguo.
Schlein, Landini, Conte e compagnia non hanno saputo (o voluto) dire una frase secca e senza sfumature: la violenza di piazza è inaccettabile, punto. Invece arrivano distinguo, «ma», «però», «il vero problema è il governo». Anguilloni sfuggenti.
Su questo si gioca la credibilità di tutti. O si sta dalla parte della proprietà e della libertà di chi vuole vivere in pace, o si sta dalla parte di chi occupa lo spazio per sfasciarlo. Non esiste una terza via elegante.
***
Il presidente Mattarella ha invitato ieri a non considerare i giovani con «indifferenza o meschina sottovalutazione». Giusto, anche perché il Capo dello Stato svolgeva un ragionamento generale, al di là della cronaca, e in particolare con riferimento ai ragazzi che se ne vanno all’estero in cerca di opportunità.
Tuttavia, i fatti di questi giorni premono e non ci consentono di cadere in equivoci, come quelli sapientemente creati da chi, nella sinistra politica e in quella mediatica, adopera da tempo a proprio uso e consumo ogni parola del Quirinale per farne un controcanto rispetto al governo.
Il «malessere» da ascoltare è quello di chi si impegna nello studio e nel lavoro, non certo quello di chi sceglie consapevolmente un mix di illegalità, violenza, saccheggio e sfascio. È il caso dei maranza e degli islamisti che abbiamo visto all’opera, combinati con gli antagonisti. I criminali vanno chiamati con il loro nome. E devono essere trattati come tali. O a sinistra ci sono dubbi su questo?
