Dritto e Rovescio

Dritto e Rovescio, Capezzone: “Il disagio non c’entra niente col saccheggio. Cittadinanza? Si deve meritare”

“Abbiamo visto per tutta la settimana delle immagini orribili. Per favore, non prendiamoci in giro. Non permettetevi di parlare di disagio: non c’entra niente col saccheggio”. Lo ha detto il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, intervenendo a Dritto e Rovescio, il talk show politico e di attualità condotto dal giornalista Paolo Del Debbio su Rete 4. Nel corso della puntata andata in onda ieri sera, giovedì 22 ottobre, il programma ha dedicato un approfondimento agli scontri avvenuti a Milano lo scorso weekend, quando decine di ragazzini, i cosiddetti “maranza”, hanno saccheggiato e distrutto alcuni negozi di noti marchi di abbigliamento. L’episodio ha alimentato un dibattito molto acceso: da un lato, c’è chi considera la violenza un’espressione del disagio giovanile; dall’altro, chi ritiene il vandalismo e i saccheggi estranei a eventuali condizioni di marginalità sociale. Sul punto, Capezzone è stato molto chiaro: “Il disagio è una condizione che non implica andare a sfasciare le vetrine di Hermès o quelle della Nike e meno che mai, col disagio, uscire con pacchi di roba sotto il braccio. - ha osservato - Ma l’avete vista l’immagine allo stadio di quelli griffatissimi che avevano ancora l’antitaccheggio di quello che avevano rubato e portato via? Ma ci volete prendere in giro?”.

Il direttore de Il Tempo ha proposto una riflessione sul tema della cittadinanza, sostenendo che, alla luce dei fatti accaduti, sia necessario riconsiderare le modalità con cui viene concessa. “Questa settimana ho cambiato opinione su un tema, cioè sul tema della cittadinanza. Pensavo che le norme sulla cittadinanza non dovessero essere cambiate, invece ora mi sono convinto che debbano essere cambiate ma in senso restrittivo. - ha dichiarato - Perché, in base alle leggi attuali sulla cittadinanza, se tu nasci in Italia, a 18 anni diventi automaticamente italiano. È un automatismo. E invece no. Io penso che tu te la debba meritare la cittadinanza. E chi ha fatto queste cose non se l’è meritata”. Capezzone ha poi ricordato che in molti Paesi “la cittadinanza non è un automatismo ma è una cosa che ti meriti”. Se io amo un luogo, non saccheggio la proprietà privata e non distruggo i luoghi pubblici. Se io distruggo i luoghi pubblici, vuol dire che io odio quel luogo”. Infine, il direttore ha richiamato l’attenzione su un episodio avvenuto a Limoges, in Francia, dove sono in corso proteste violente contro il carovita. “Le abbiamo viste tutti le immagini di Limoges col municipio che viene bruciato e buttato giù. - ha detto - Io vi invito a guardare sui social quell’immagine mettendo il volume alto. Sapete cosa succede quando i ‘gentiluomini’ hanno bruciato e gettato giù un monumento che aveva resistito a due guerre mondiali? Loro festeggiano, esultano davanti alla distruzione di una cosa che ha 200 anni di storia”.

Capezzone ha infine concluso, tornando sui disordini avvenuti a Milano: “Chi esulta per la distruzione dei nostri luoghi e della nostra civiltà non merita di stare qui”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.