Le piazze annunciate dal Movimento 17 ottobre per le manifestazioni in programma domani in diverse città italiane “non sono più valide”. Al loro posto, in ciascuna città verranno indicati tre diversi concentramenti, che poi confluiranno in un’unica piazza. Il tutto verrà comunicato all’ultimo.
La strategia del caos
È questa la nuova strategia contenuta nel comunicato pubblicato questo pomeriggio sui canali social del movimento nato nell’ambito delle recenti proteste. Negli scorsi giorni, il movimento aveva indicato alcuni luoghi, come piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, piazza Castello a Torino e il Circo Massimo a Roma, invitando alla mobilitazione permanente, ogni sabato alle ore 15. Il cambio di programma è arrivato a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo decreto legge sulla sicurezza, definito nel comunicato come “un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo”.
Il movimento afferma inoltre che “questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile. Per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”.
Manifestanti diretti dalla chat
Gli attivisti spiegano quindi la nuova strategia: “Le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a piazza Duomo, a piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro”. Inoltre, “alle 14:30 in punto, in ogni città comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”. Il comunicato invita a organizzarsi con il proprio gruppo di riferimento e a dirigersi verso il concentramento geograficamente più vicino. “Non serve coordinare, comandare né contare, basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso”, scrivono gli attivisti. Infine, “alle 15:30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno”.
I sequestri
Tra le piazze annullate anche quella di Genova. Nel capoluogo ligure un 29enne è stato sottoposto a un controllo domiciliare per alcuni messaggi pubblicati nella chat Telegram dedicata alle proteste. Il giovane sarebbe indagato per istigazione a delinquere. Al termine delle perquisizioni, la Digos ha comunicato il sequestro di telefoni cellulari, computer e altri dispositivi informatici, oltre ad armi soft air, oggetti atti a offendere, munizioni da guerra, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio e una balestra. Sequestrate anche taniche contenenti benzina, indumenti per il travisamento e capi di abbigliamento che, secondo gli investigatori, sarebbero stati rubati durante recenti manifestazioni. Sono tuttora in corso gli accertamenti per identificare ulteriori persone coinvolte in condotte illecite.
