Federfarma, la federazione dei titolari di farmacia italiani, si dice disponibile, «con la massima collaborazione», a un incontro con il ministro della Salute Livia Turco. Ma ha confermato la serrata di oggi, anche se questa volta con un fronte meno compatto rispetto alle scorse due giornate di protesta. La conferma è arrivata nonostante l'appello del ministro Turco di evitare lo stop e le preoccupate segnalazioni del Garante per il quale le astensioni collettive dei farmacisti, in protesta contro il decreto Bersani, rappresentano un «fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente ai diritti alla vita ed alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione». Il presidente della Commissione di garanzia sull'attuazione della legge sullo sciopero, Antonio Martone, già nei giorni scorsi aveva espresso critiche sulle modalità delle proteste, giudicate irregolari. «Invito i farmacisti italiani - ha detto il ministro Turco - a valutare con attenzione e senso di responsabilità verso i cittadini le ricadute per la tutela della salute della popolazione di una chiusura ad oltranza delle farmacie, come annunciato da Federfarma. Mi auguro - ha sottolineato - che la decisione dello sciopero sia pertanto revocata e se ciò avverrà, per quanto mi riguarda, sono pronta al dialogo sin da domani mattina». Ora l'obiettivo è quello di evitare la chiusura ad oltranza, ed il disagio dei cittadini che oggi hanno già fatto le file di fronte ai banconi delle farmacie per evitare domani di trovarsi senza farmaci importanti. E sulla protesta pende la minaccia di una decisione del governo: la precettazione. L'ipotesi è circolata da alcuni giorni e non si esclude che l'esecutivo possa arrivare a questa decisione per evitare l'interruzione del servizio pubblico. Oggi rimarranno così aperte le farmacie di turno e quelle comunali (con orario prolungato). Ma il fronte della protesta si prospetta meno compatto. La Federfarma Lombardia ha deciso lo stato di agitazione permanente ma lasciando le farmacie aperte. Una scelta arrivata in risposta ad un «solidale appello» del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. E Federfarma nazionale, da parte sua, ha già sospeso l'associazione provinciale di Bolzano, colpevole di non aver aderito allo sciopero indetto a livello nazionale. I farmacisti dell'Alto Adige e del Trentino non hanno partecipato ai due scioperi nazionali già attuati. Si sono limitati a proclamare che condividono le ragioni dei colleghi che si astengono dalle attivit lavorative, ma che non vogliono creare disagi inutili alla clientela locale e ai turisti. Motivazioni che non sono state ritenute sufficienti dalla Federfarma. Insieme a Bolzano, sono state sanzionate da Federfarma anche i farmacisti di Trento, Bologna, Firenze, Prato e Sassari. La Federsanità Anci che rappresenta le aziende sanitarie pubbliche, prende distanze dalla scelta della Federfarma di andare avanti con lo sciopero delle farmacie. «Stupisce - spiega l'associazione in una nota - che proprio i farmacisti chiedano la distribuzione dei farmaci senza obbligo della presenza del farmacista. L'erogazione di un farmaco, anche se di automedicazione, non è sempre una operazione di carattere sanitario? Le farmacie, anche grazie alla presenza del farmacista, non sono la forma di presidio sanitario più diffusa sul territorio? Allora perchè schierarsi contro l'aumento di più punti di informazione e consiglio sui farmaci? Le farmacie, quelle che sul territorio ci sono tutti i giorni attraverso la presenza di farmacisti qualificati, non sono e non possono essere equiparati a tanti piccoli negozi di quartiere». E contro i farmaci al supermercato, ecco spuntare i salumi tra le confezioni di medicinali. L'originale iniziativa di protesta è di Maria Rita Ciraolo, titolare di una farmacia a Grotte, nell'agrigentino, che da ieri, giorno in cui era aperta per turno, ha esposto all'interno del suo esercizio un banchetto adoperato per offrire ai clienti degustazioni di salumi.
Oggi nuova protesta
Il ministro della Salute apre al dialogo