Abu Omar, cittadino egiziano, è in Italia come rifugiato politico, ma secondo gli Stati Uniti, nella sua moschea arruola terroristi. Il pubblico ministero milanese Armando Spataro avvia un'inchiesta sulla sua scomparsa dalla quale emerge che Omar sarebbe stato rapito da agenti della Cia. Trasferito nella base militare Usa di Aviano, sarebbe stato prima trasportato a Rammstein, in Germania, e quindi in Egitto, al Cairo, dove è tutt'ora imprigionato. Nel corso di questi trasferimenti l'imam sarebbe anche stato torturato. Al termine dell'inchiesta la magistratura milanese ha emesso 22 mandati di arresto europeo. L'operazione, infatti, condotta in territorio italiano sarebbe al di fuori della diritto internazionale e in aperta violazione della sovranità italiana. Ma, secondo il Washington Post, prima che una squadra della Cia venisse dispeigata con il compito di sequestrare Abu Omar, il capo della stazione Cia a Roma, riferì e chiese l'approvazione della controparte in Italia. Il sequestro dell'ex imam rientrerebbe nelle «extraordinary renditions» (consegne straordinarie ndr), missioni in cui la Cia preleva all'estero sospetti terroristi e li trasferisce nel paese d'origine. Dall'11 settembre, data dell'attentato alle due Torri, la Cia avrebbe compiuto nel mondo quasi un centinaio di queste operazioni.
Da due anni a caccia degli 007 Cia
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