Il governatore dell'Isola, Salvatore Cuffaro, infatti agita sempre più lo spettro delle dimissioni per protesta contro il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che avrebbe fatto sapere che non trasferirà i fondi destinati alla Sicilia. Se a ciò aggiungiamo l'insofferenza dello stesso Cuffaro, più volte dichiarata, per la lentezza esasperante con cui procedono i lavori all'Assemblea regionale siciliana, dove sono da tempo fermi al palo disegni di legge e riforme considerate importanti, la frittata sembra fatta. Uno scenario, quello politico isolano, aggravato pure dal malessere degli industriali siciliani: «Se non sono più in grado di andare avanti — taglia corto Confindustria Sicilia — si facciano da parte e si vada ad elezioni anticipate». Intanto, lo strappo è pronto a farlo lo stesso Cuffaro dopo che ha saputo che il governo nazionale non vuole concedere alla Sicilia i proventi delle tasse pagate dalle imprese che hanno stabilimenti nell'Isola: in tutto circa 500 milioni l'anno, relativi all'applicazione dello Statuto siciliano. Un riconoscimento, peraltro, sancito da una norma contenuta nella Finanziaria nazionale del 2002. Allo stesso tempo, Cuffaro attende anche che si formalizzi il trasferimento di 953 milioni per le imposte dell'Rc auto e anche di altri 100 milioni del contributo di solidarietà nazionale previsto sempre dallo Statuto siciliano. Senza questi soldi la Giunta Cuffaro non potrà chiudere bilancio e finanziaria. «Se il prossimo Consiglio dei ministri — avverte Cuffaro — non darà il via libera ai fondi, mi dimetto». E ci sarebbe già pronta la data del 18 dicembre. «Spero che non si arrivi a questo — conclude il Governatore — e che, invece, sull'onda di una soluzione positiva, possa far approvare riforme e manovra per poi andare comunque a elezioni anticipate. Ma a marzo». Prova a gettare acqua sul fuoco il ministro alle Politiche agricole, Gianni Alemanno, ieri a Palermo. «Cuffaro è sempre pronto a difendere gli interessi della Sicilia. Se ci sono dei problemi li affronteremo».
SICILIA
Cuffaro pronto a lasciare se il Governo non sblocca i fondi per la Regione
Argomenti