Politica

Rai, mai così bene. E la sinistra protesta

La proposta potrebbe essere discussa il 14 dicembre. Ma Petruccioli prepara un testo di «mediazione»

E che fa la sinistra? Protesta e chiede di mandare a casa l'attuale consiglio di amministrazione. I parlamentari del controsinistra che fanno parte della commissione di Vigilanza sono passati ora alle vie di fatto: in una mozione depositata a Palazzo San Macuto rivolgono un invito al ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, «nella sua qualità di rappresentante dell'assemblea degli azionisti, a richiedere formalmente le dimissioni dei consiglieri di amministrazione della Rai, ove già non decaduti». Nella mozione, firmata dai commissari della Margherita, dei Ds, dello Sdi e del Cantiere, si invita anche Siniscalco «a procedere, in caso di inerzia o diniego alla loro revoca, in aderenza alla presente delibera della commissione di vigilanza, adottata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 20 della legge n. 112 del 2004 nonché a quanto disposto dal codice civile» e «ad avviare con sollecitudine le procedure atte a consentire in tempi brevissimi la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione nella composizione e secondo le modalità previste dalla legge n. 112 del 2004 e dallo statuto della nuova Rai Spa». La mozione dovrà essere discussa in una delle prossime riunioni della commissione, dopo che l'ufficio di presidenza l'avrà messa all'ordine del giorno. Difficile che questo possa accadere prima di martedì 14 dicembre, dal momento che nella riunione di oggi la commisisone sarà impegnata nell'audizione del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri sul canone d'abbonamento alla Rai per il 2005. Per ora, il testo depositato non ha l'appoggio dell'Udc. Ma - a quanto si apprende - non è escluso che prima di arrivare ad un voto su questo testo, un nuovo testo, «di mediazione», potrebbe essere proposto nelle prossime settimane dallo stesso presidente della commissione Claudio Petruccioli nel tentativo di ottenere appunto anche l'adesione dei centristi della Cdl. Mediaset, intanto, ha avuto un momento di gloria con l'aggiudicazione della domenica tv. Vincono le canzoni di Morandi sulla storia risorgimentale targata Milano, a sorpresa tradita proprio dal pubblico del Nord. «Stasera Morandi», il concerto del cantautore su Canale 5, ha battuto la prima parte de «Le cinque giornate di Milano», su Raiuno, con oltre un milione di spettatori di vantaggio (1.225.000) e 9 punti di share. A far vincere Morandi sono state soprattutto le donne e proprio il pubblico del nord d'Italia che ha seguito la prima parte de «Le cinque giornate di Milano» con una percentuale del 16% contro il 26,4% che ha preferito Morandi. Il pubblico del centro sud e isole, invece, ha scelto la fiction in una percentuale del 22,4 contro il 29,2% che ha seguito Morandi. Ormai la guerra della tv è scoppiata. Il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, invita tutti alla calma: «Chiunque sia chiamato a guidare il calcio deve prendere atto della necessità di ridefinire le regole dei diritti televisivi». Gasparri definisce «positivo» l'esempio della Rai che ha deciso di comprare le partite principali e di non acquistare i diritti sulle partite minori. «Vendere una partita di qualificazione ai mondiali a 2,5 mln di euro è una follia perchè non ci sono i ritorni pubblicitari. Vendere le partite dei mondiali di calcio a prezzi assolutamente fuori mercato è assurdo».Infine, per il ministro, la Rai fa bene a investire sulla tv di qualità.

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