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Il termovalorizzatore è la risorsa più rinnovabile. Roma segua l'esempio di Milano

Gabriele Albertini
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Il Comune di Milano, primo in Italia, realizzò, attraverso l'allora impresa municipalizzata Azienda Milanese Servizi Ambientali (AMSA) il primo «incerenitore» di rifiuti, nel '68, ne seguì un secondo nel '75, e successivi ammodernamenti, negli anni '80, per entrambi gli impianti. Tuttavia, dobbiamo aspettare il 2001, all'inizio del mio secondo mandato da Sindaco, per l'inaugurazione di «Silla 2», il primo vero e proprio, non solo incerenitore ma Termovalorizzatore. Un impianto cioè, che valorizza i rifiuti, che altrimenti, come, ahimè, succede a Roma, da sempre, verrebbero convogliati in discarica, per produrre energia e calore. Da allora 550.000 tonnellate di rifiuti (il 61% dell'intero) producono calore (teleriscaldamento) per 215.000 appartamenti equivalenti ed energia elettrica per circa 119.000 famiglie, che corrispondono, ad esempio, agli abitanti di Mantova, per i cittadini di Milano e Comuni limitrofi. Un dato interessante per il Sindaco Gualtieri e per le finanze del Comune di Roma: l'investimento per la realizzazione di «Silla 2», venne ripagato, in meno dei 6 anni, attraverso i ricavi della vendita di energia elettrica ed acqua calda, proveniente, appunto, dai rifiuti, trasformati, convenientemente, in combustibile per alimentare le turbine, attraverso il vapore prodotto dalla loro combustione.

 

 

Qualche dato per gli ambientalisti: «Silla 2» fa risparmiare, ogni anno, oltre 97.000 tonnellate equivalenti di petrolio, riducendo il consumo di combustibili fossili ed evita la produzione di 330.000 tonnellate annuali di Co2. La depurazione dei fumi, prodotti dalla combustione dei rifiuti, prima che escano dai camini, è assicurata da un sistema d'abbattimento delle sostanze inquinanti, che garantisce il rispetto delle più restrittive norme europee e nazionali. C'è da domandarsi perché Roma, la nostra capitale, stia ancora portando i rifiuti in discarica, anche tenuto conto che sono la «risorsa» più «rinnovabile» che ci sia, anzi in costante aumento, con la crescita dei consumi nelle società industrializzate. Il passato non si cambia, purtroppo ma il futuro sì!

 

 

Un suggerimento non richiesto al sindaco Roberto Gualtieri: si faccia nominare dal Governo «Commissario straordinario allo smaltimento dei rifiuti della Capitale», i branchi di cinghiali, portatrici di peste suina lo giustificano, faccia un fulmineo e trasparente bando, realizzi a tempi di record il «Termovalorizzatore Roma Capitale» e si goda oltre alla gratitudine perenne dei Suoi concittadini, vantaggi economici per il Comune e le lodi di un eminente Romano: Gioachino Belli, che dava il consiglio di seguire «i 100 che dicono ohibò» (I Romani assediati dai loro rifiuti) invece che dar retta ai «4 che bastonano» (quella perniciosa schiera di verdi talebani).

 

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