Sono otto le persone denunciate nelle ultime quarantott’ore dal I Distretto di polizia Trevi e dal Commissariato di Borgo, sorprese nelle zone del centro storico e di Castel Sant’Angelo nel mettere in atto la truffa delle tre campanelle. La tecnica fraudolenta utilizzata per sottrarre denaro perlopiù agli ignari turisti è quella di un copione stereotipato, in cui l’autore del gioco viene spalleggiato da complici che concorrono simulando scommesse sull’esito del gioco e fingendosi interessati allo stesso. Nel dettaglio, sono tutti romeni i tre soggetti che sono stati intercettati dagli agenti del I distretto di Polizia Trevi Campo Marzio. I tre sono stati bloccati dopo aver allestito la postazione finalizzata alla messa in atto della condotta tesa al raggiro di incauti avventori dietro l’aspettativa di un facile guadagno, con conseguente denuncia per gioco d’azzardo.
In particolare, due dei tre, rispettivamente padre e figlio, sono stati intercettati in via dei Fori Imperiali, quando, alla vista degli agenti del I Distretto Trevi, hanno tentato di darsi alla fuga senza tuttavia esito, con il conseguente sequestro del materiale utilizzato per mettere in atto la truffa. Altri cinque soggetti, sempre di origine romena, sono stati sorpresi dal Commissariato di Borgo sul ponte Sant’Angelo. Gli agenti, che già nelle ultime settimane hanno messo in atto ulteriori servizi mirati al contrasto della truffa in narrativa, una volta individuato il gruppo che si apprestava a catalizzare l’attenzione di passanti, hanno interdetto gli accessi al ponte, così bloccando i cinque. Per loro è scattata la denuncia, per l’esercizio di giochi d’azzardo in concorso, con il sequestro di diverse banconote da 100 euro, tra cui alcune utilizzate da una delle complici per simulare la scommessa.
I servizi mirati al contrasto del fenomeno della truffa delle tre campanelle vengono messi in campo con sistematicità dagli agenti della Questura di Roma con focus rivolto alle aree caratterizzate da una maggiore concentrazione di flussi turistici, statisticamente più frequenti vittime della tecnica fraudolenta in parola. Dall’inizio dell’anno sono circa 200 le persone denunciate per gioco d’azzardo, mentre due soggetti, nella medesima cornice, sono stati altresì tratti in arresto per il reato di rapina, in quanto resisi responsabili della sottrazione con metodo violento di denaro in danno delle vittime, una volta che queste ultime si erano avvedute della truffa in atto. L’attività svolta ha altresì consentito di adottare un provvedimento di espulsione con collocamento presso il CPR di uno dei soggetti sorpresi nella condotta fraudolenta, mentre a carico di un cittadino comunitario è scattato l’ordine di allontanamento in ossequio alle leggi di settore vigenti.
