Il caso degli sfratti per morosità notificati lunedì scorso al Pd di Roma per 14 circoli, rivelato da Il Tempo, ha raggiunto i palazzi della politica.
I deputati di Fratelli d’Italia Marco Perissa e Francesco Filini hanno infatti presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il Mit infatti è competente sull’edilizia residenziale pubblica, che è del resto il «core business» dell’Ater, proprietaria dei locali extra-residenziali presi in locazione dal Pd per aprire numerose sedi territoriali nella Capitale.
L’azienda regionale contesta alla Federazione romana dem, intestataria dei contratti, il mancato pagamento di circa 70 mila euro di rate del piano di rientro dalla morosità dei circoli firmato dal partito nel 2024, per un totale di oltre 260 mila euro, sulla base del quale ogni mese il Pd si era impegnato a versare tranche da cinquemila euro, più altri 1.700 riferibili a un altro piano per ripianare la morosità pregressa, firmato nel 2021, per ulteriori 487 mila euro.
Un terzo accordo analogo era stato siglato tra l’Ater e il Pd nel 2017. Ora però di fronte ai mancati versamenti, pari a poco più di un anno di rate non pagate, inviando le notifiche di sfratto l’Ater ha avviato l’iter giudiziale per rientrare in possesso degli immobili e delle somme dovute.
Interpellato da Il Tempo lunedì scorso - il giorno stesso dell’invio delle notifiche - il tesoriere romano del partito, Nicola Passanisi, ha ammesso i mancati versamenti spiegando però che sarebbero frutto di un «disguido informatico» e della mancata ricezione di alcuni bollettini. Tuttavia il tesoriere ha annunciato che all’Ater verrà presentata una proposta di rateizzazione anche di questi 70 mila euro, in tre tranche da pagare tra dicembre e febbraio. Il 19 novembre prossimo Ater e il Pd si incontreranno in Camera di conciliazione.
Nel frattempo Perissa, che è anche il presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, e Filini hanno interrogato il ministro Salvini, chiedendo «se non ritenga opportuno promuovere linee guida o disposizioni più rigide per impedire che immobili e spazi gestiti da enti pubblici vengano sottratti alla loro funzione sociale o mantenuti in stato di persistente morosità da parte di forze politiche o associazioni». Chiedono, insomma, una stretta sui partiti morosi, per evitare il perpetrarsi di vicende come quella romana, che si trascina da anni.
Non solo, al ministro i deputati chiedono «quali azioni intenda compiere per approfondire la situazione contabile e amministrativa dei rapporti debitori tra le sezioni/circoli di partiti politici e l’Ater di Roma», nonché se abbia preso in considerazione l’avvio di un monitoraggio sul recupero dei crediti vantati dall’Ater.
