bordate al m5s

Schlein fa la dura con Conte: “Io candidata a Chigi. Con o senza primarie”

All'assemblea del Pd ottiene la proroga a restare segretaria oltre marzo 2027

Alla Nuvola va in scena una seduta di autocoscienza collettiva, un gigantesco gioco degli specchi in cui ciascuno ritrova nell’altro l’immagine che desidera vedere. Elly Schlein invoca l’unità e, quasi per incanto, l’unità si compie. In questo caso il mago è il tuttofare, Igor Taruffi, che ha richiamato le truppe da ogni federazione, aiutato dai capicorrente, allettati dal dividendo offerto per allestire lo spettacolo.

Del resto, la segretaria del Pd aveva bisogno di incassare una modifica dello statuto che le garantisse il via libera alla candidatura l’unica del partito e una deroga al congresso, che altrimenti sarebbe dovuto scattare a marzo.

L’operazione ha un prezzo, naturalmente. Ai riformisti viene assicurata una garanzia sulle liste elettorali; in cambio, arriva la conferma della linea sull’Ucraina. Una specie di esorcismo: Giuseppe Conte esci da questa sala.

Sul palco comincia il rito collettivo. Ad aprire i lavori dell’assemblea nazionale arriva una delegazione composta da imprenditori agricoli, autotrasportatori e studenti. È l’occasione che consente alla prestigiatrice del Nazareno di esercitarsi: «Concordiamo una manifestazione unitaria sul carovita e sui salari».

Poi spazio per la relazione, con tanto di standing ovation a comando. Schlein, completo verde petrolio e immancabile camicia bianca, prende la parola e scandisce la propria investitura: «Io ci sono. Pronta, determinata, onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità e di farlo come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza primarie, e di candidarci insieme a questo straordinario gruppo dirigente».

È il momento dell’acrobazia. La segretaria fissa la platea e si rivolge ai molti esponenti che applaudono per dovere: «A chi tifa pareggio, e magari un altro leader più disponibile alle larghe intese, dico che è la nostra gente che se ha dato un mandato è di dire mai più larghe intese». Un classico parlare a nuora perché suocera intenda: ogni riferimento ai padri nobili (da Prodi a Zanda passando per Gentiloni) è fortemente voluto.

Numerose le bordate al leader del M5S, il convitato di pietra a cui tutti i delegati pensano. L’affondo è cucito su misura: «Noi siamo pronti, possiamo cominciare anche subito. Possiamo e dobbiamo allargare ancora, non restringere». È il biglietto per imbarcare Matteo Renzi, con tanti saluti ai distinguo chiesti dall’avvocato di Volturara Appula.

C’è anche spazio per la cover di Vasco Rossi “Eh già”: «Scommettevano che ci saremmo divisi e non sarei durata, invece eccoci qua».

Nel pomeriggio, quando cala l’attenzione, il sipario si apre per i riformisti. Comincia l’eurodeputato Giorgio Gori: «L’unità non può comportare la rinuncia ai valori del Pd e sposare posizioni che lo isolano dall’Europa, Ucraina in testa». In scia il senatore Graziano Delrio: «Io auspicherei che ci fosse una serie di candidature anche del Pd, come fece Bersani».

Una finestra subito chiusa dai fedelissimi: ai gazebo la sola aspirante dem sarà la segretaria.

L’unico che prova ad animare la messa cantata è Piero Fassino: «È un errore sull’Ucraina contrapporre il rilancio della diplomazia al sostegno anche sul piano militare».

Il canovaccio della giornata si chiude così, senza altre sbavature: la proroga del mandato passa all’unanimità mentre la candidatura unica viene approvata con 578 voti favorevoli, 3 contrari e 26 astenuti (i riformisti). Elly Schlein così ottiene il vinavil statutario per blindare la sua candidatura e prova a esorcizzare il brivido di fondo: «Se le faremo, le primarie non saranno divisive. Saranno una gran festa».

Un classico: fare i conti senza l’oste. Perché una volta finito lo spettacolo, sul palcoscenico del Campo Largo resta il nodo politico più intricato.

Giuseppe Conte accetterà davvero di fare la damigella d’onore al gran ballo del Nazareno?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.