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La Festa de Il tempo

Matteo Salvini: “Manovra coraggiosa, meno tasse e più investimenti”

Il vicepremier intervistato dal direttore Capezzone a palazzo Wedekind

Matteo Salvini arriva alla prima giornata della Festa del Tempo, e si sottopone a un’intervista di circa mezz’ora con il direttore della testata Daniele Capezzone. Il primo pensiero del vicepresidente del Consiglio è per Il Tempo e per la carta stampata: «Conto che la carta stampata rimanga a lungo in edicola perché come l’intelligenza artificiale mette a rischio, secondo le stime, 4 milioni di posti lavoro nei prossimi anni in Italia, idem la professione giornalistica non può essere affidata solo agli smartphone e agli on-line, per quanto preziosi possano essere».

Poi il ragionamento si sposta sul quadro internazionale.Salvini racconta della sua recente visita a Berlino, utile, dice, per «capire come siamo osservati da fuori», lontano dalla «bolla» del confronto italiano. Da qui il direttore Capezzone porta il ministro sul terreno della prossima legge di bilancio. Salvini non nasconde la necessità di una manovra espansiva: «Deve essere coraggiosa, che deve essere importante, ma non per i bonus, per i banchi con le rotelle, per i redditi di cittadinanza per il super bonus o per alta metà, per investire in crescita e opere pubbliche».

Capezzone gli chiede allora se «manovra coraggiosa» significhi anche mettere in conto uno scostamento di bilancio e trattare con Bruxelles per avere più spazio per investimenti e riduzioni fiscali.Salvini risponde mostrando i dati sul deficit degli altri Paesi europei: «Quindi non si tratta disforare si tratta di prendere atto della realtà». E aggiunge: «Scommettiamo sulla crescita o tiriamo il freno a mano?».

Il tema, per il ministro, è anche molto concreto. Servono risorse per evitare il blocco dei cantieri. «A me servono come ministro deilavori pubblici entro il 31 dicembre 8miliardi di euro. Non per nuove opere per pagare i maggiori costi di opere già fatte fra 2024 2025 e 2026». Altrimenti, avverte, «l’alternativa è fermare i cantieri» principali. Il ragionamento è netto: «O spendo dei soldi o fermo i cantieri e metto in cassa integrazione gli operai».

Capezzone sottopone a Salvini uno scenario che preveda un intervento trai 15 e i 20 miliardi, in parte destinato agli investimentie in parte al taglio delle tasse. Il vicepremier lo considera «un’ottima base di partenza», ma aggiunge un capitolo: il lavoro autonomo. La proposta è alzare da 85mila a 100mila euro il tetto perla flat tax al 15%. «Molti lavoratori autonomi, molte partite IVA, artigiani liberi professionisti, si arrivano a fine ottobre a 82.000 €ilfatturato perunattimo tiro in barca o vado due mesi in vacanza o faccio nero o faccio altro perché se sforo di 2000 torno alla casella zero del gioco dell’oca». Per Salvini, dunque, occorre evitare che il sistema disincentivi chi vuole lavorare e produrre di più.

C’è poi il temadelle pensioni.Capezzone lo incalza sul possibile innalzamento dell’età pensionabile e Salvini collega la questione agli effetti sui giovani: «Il problema non è solo per il 65enne, il problema cascata è per il 22enne».La sua idea è sperimentare la possibilità, senza obbligo, di un’uscita anticipata per chi lo desideri, creando così spazio per l’ingresso dei giovani nel mercato dellavoro Ildirettore del Tempo pone sultavolo l’argomento del Green Deal. Capezzone porta poi il confronto sull’Europa e sul Green Deal. Salvini chiede una svolta sulle politiche ambientali. «Se aBruxelles ci fosse coraggio e un minimo di autocritica, stasera Ursula von der Leyen a reti unificate direbbe che sospende per due anni il Green Deal. Non so perché non lo facciano. Poi si stupiscono che in Germania prende voti AfD».

Il direttore gli chiede poi della maggioranza e delle prossime scelte politiche. Salvini rivendica la natura plurale del centrodestra: «Siamo in un’alleanza di governo di amici ma non di uguali, perché altrimenti saremo un partito unico». E poi c’è un ultimo tema rilevante: la Lega.Salvini punta il dito sull’eccessiva attenzione mediatica alle dinamiche interne del partito e racconta di aver ricevuto una rassegna stampa di agosto dedicata alle beghe interne lunga 943 pagine.«Quindi siccome non sono nato e cresciuto né per fare il ministro, vice presidente del Consiglio, segretario dipartito, siccome la Lega è una comunità straordinaria, facciamo quello che probabilmente nessuno avrebbe fatto». E cioè l’imminente congresso nazionale, annunciato domenica scorsa a Pontida, da cui eventualmente ricavare un mandato chiaro: «L’ultima cosa che mi posso permettere, guidando un ministero complesso, articolato, sfidante e affascinante di cui vado fiero come questo, è avere controcanti che sono non sempre costruttivi».

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