Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel governo Meloni, ha mandato un videomessaggio in occasione dell’evento che si svolge a Palazzo Wedekind, La Festa del Il Tempo, che si presenta con una nuova veste grafica. Queste le parole del leader di Forza Italia:
L’Italia nel mondo
Cari amici de Il Tempo, avrei voluto essere con voi oggi, ma sono a New York a guidare la delegazione italiana alla settimana delle Nazioni Unite, dove l’Italia sta giocando una partita molto importante. Siamo protagonisti, lavoriamo per costruire la pace con tanti incontri, abbiamo firmato anche accordi molto importanti, per esempio quello sulle materie prime con gli Stati Uniti, con il segretario di Stato Marco Rubio, e stiamo dando vita a una strategia per rendere più competitivi i nostri prodotti, cercando di ridurre il costo delle materie prime, che oggi è deciso sempre dalla Cina. Quindi noi dobbiamo creare un’alternativa, ma stiamo lavorando anche per costruire la pace. L’incontro con il ministro degli Esteri iraniano lo spingiamo perché si possa arrivare a una soluzione diplomatica per riaprire Hormuz, ma anche per riaprire al 100% lo stretto di Bab-el-Mandeb, dove passa il 40% del traffico commerciale marittimo italiano, dove passano i nostri prodotti da esportare in Africa e in Oriente. Insomma, un’Italia che è protagonista nel mondo e ottiene dei grandi risultati. Pensiamo alle esportazioni: sono cresciute dall’inizio di quest’anno del 4,5%, ma sono cresciute lo scorso anno del 3,3%. Questo significa che il governo ha una buona strategia per far entrare i nostri prodotti non solo nei mercati dove già c’è una importante tradizione, come gli Stati Uniti o l’Unione Europea, ma anche in altre parti del mondo. Questo significa che la nostra economia può andare bene grazie ai milioni di piccole e medie imprese, grazie al nostro sistema industriale. Ricordiamo che siamo sempre la seconda potenza industriale europea e la quarta potenza commerciale mondiale.
Fisco e crescita
Con il governo abbiamo ottenuto tanti risultati: 1 milione e 200 mila posti di lavoro in più, lo spread che si è abbassato, la Borsa che funziona, abbiamo tagliato il cuneo fiscale, continueremo anche a ridurre la pressione fiscale, abbiamo cancellato il bollo delle auto per il 70% del parco automobilistico del nostro Paese, ma vogliamo fare ancora di più. Presenteremo al tavolo degli alleati, come Forza Italia, una serie di proposte, a cominciare dalla riduzione delle tasse sulle tredicesime. Penso addirittura che le più basse possano avere tasse zero, perché la tredicesima deve rappresentare un’opportunità per far crescere l’economia di ogni singola famiglia. Anche perché, se diminuiscono le tasse, aumentano i consumi; se aumentano i consumi, aumenta la produzione; se aumenta la produzione industriale, aumentano, attraverso anche l’aumento dei consumi, i soldi che entrano nelle casse dello Stato. Ma vogliamo anche far sì, per esempio, che si possano detrarre dalle tasse le spese sanitarie fatte nell’anno e non aspettare l’anno successivo. Abbiamo tante idee, vogliamo anche dare dei premi di tipo fiscale a chi produce di più, sia se impresa sia se cittadino. Non si può fare tutto quanto subito, questo è ovvio, però dobbiamo preparare un percorso che permetta di ridurre ancora di più la pressione fiscale.
Investimenti e privati
Dove andare a trovare le coperture? Noi riteniamo che si possano utilizzare sempre più i fondi privati, che non devono essere espropriati, non devono essere tassati, ma devono avere la possibilità di investire ancora di più nel nostro Paese, come in progetti pubblico-privati. Penso al piano casa, penso alle reti digitali, penso alle reti infrastrutturali, all’intelligenza artificiale. Questo ci permetterà, se riusciremo a fare questa operazione convincendo i privati a investire, di veramente abbassare la pressione fiscale, perché l’economia è la chiave di tutto.
Immigrazione e integrazione
Poi c’è il tema dell’immigrazione. Abbiamo ottenuto dei grandi risultati, ma bisogna fare ancora di più, lavorando a livello internazionale e, come fece Berlusconi, così come stiamo facendo oggi con accordi con i Paesi di origine, i Paesi di passaggio, poi integrando anche coloro che vengono qui come migranti regolari. Il principio deve essere difendere il diritto a non emigrare. Chi viene qui per lavorare, grazie ai flussi migratori regolari, deve però integrarsi. Ecco perché la proposta di avere delle classi dove la maggioranza degli studenti sia italiana non è uno strumento contro i migranti, ma è uno strumento a favore dei migranti. Si difende la lingua italiana e, nello stesso tempo, si permette a chi non è italiano di conoscere meglio la nostra lingua, perché se le classi sono soltanto composte da studenti che non parlano italiano, è difficile far apprendere l’italiano e quei pochi italiani che sono lì rischiano di impararlo male. Quindi è una proposta di buon senso che serve soltanto a risolvere i problemi.
Sicurezza e terrorismo
Poi c’è il grande tema della sicurezza. Stiamo facendo di più: sicurezza a livello internazionale, la lotta al terrorismo. Per esempio, in questi giorni ho incontrato i Paesi del Sahel, dell’Africa subsahariana, che sono sotto attacco dei terroristi. Noi siamo presenti, per esempio, in Niger con le nostre Forze armate, perché vogliamo la stabilità di quell’area e impedire che poi i terroristi, magari attraverso migranti irregolari, arrivino nel nostro Paese e si infiltrino nel nostro Paese. Quindi il governo ha una strategia, vogliamo lavorare, vogliamo garantire stabilità a questo Paese.
Il governo e Berlusconi
Già abbiamo dimostrato di essere il governo che ha avuto la maggior capacità di garantire stabilità. È il governo più longevo della storia della Repubblica, ha appena superato il record del governo Berlusconi, ma questo governo è figlio della stessa cultura, è figlio della cultura berlusconiana. Berlusconi è stato il padre del centrodestra. Fra qualche giorno celebreremo i 90 anni dalla nascita con una serie di iniziative in tutta Italia e non solo. Sarò a Bruxelles a parlare con tanti italiani per ricordare quello che ha fatto Berlusconi, ma guardando soprattutto al futuro, e sono sicuro che Il Tempo dedicherà grande attenzione anche a questo anniversario, perché so quanto il direttore Capezzone, che ringrazio sempre per l’attenzione che ci presta, considera il ruolo di Berlusconi.
Il saluto a Il Tempo
Bene, cari amici, veramente un affettuoso saluto a tutti quanti voi da New York. In bocca al lupo, continuiamo a leggere Il Tempo per le nuove battaglie, sempre controcorrente, ma in difesa della libertà.
