Ha un bel coraggio la nostra sinistra a polemizzare per il fatto che il governo non sia ancora sceso, nel rapporto deficit/Pil, sotto il 3%. Saranno stati bravi loro, invece, che erano rimasti all’8%? Saranno stati seri loro a regalare all’Italia un buco di 174 miliardi con il superbonus di Conte? Solo per dare un’idea, in questo 2026 quell’eredità è pesata per 26 miliardi, l’equivalente di una manovra. Suvvia, un po’ di serietà non guasterebbe.
Semmai, come Il Tempo osservava già ieri, infastidisce (ma purtroppo non sorprende) il comportamento ultrarigorista dell’Istat, che certo non si è sbracciata per aiutare il governo a centrare l’obiettivo del 3%. Curioso, no? A sinistra straparlano di «regime», ma poi i mandarini del deep state remano in tutt’altra direzione rispetto a Palazzo Chigi. Un’altra prova di quello che sappiamo bene: al governo c’è il centrodestra, ma al potere nei gangli decisivi dello Stato resta la sinistra.
Ciò detto, nessun dramma. Tra risparmi del Pnrr, un piccolo sforamento e un minimo di intesa con Bruxelles, la prossima legge di bilancio può avere una forza di sparo di 20 miliardi. Per capirci, ne bastano due e mezzo per estendere il beneficio Irpef dal livello dei 50 a quello dei 60mila euro lordi annui. Dunque, c’è margine per fare un’operazione coraggiosa a tutto campo. Nonostante l’Istat e qualche evitabile sgambetto.
E allora impostiamo le cose nel modo più ragionevole. Il tema non è lo sforamento in sé: è lo scopo e la modalità con cui eventualmente si sforerà. Se lo scostamento avviene in termini non esagerati, e soprattutto se è motivato da un taglio di tasse, gli effetti saranno solo positivi: più soldi in tasca per noi, crescita maggiore l’anno nuovo, giudizio positivo dei mercati (a cui in ultima analisi interessa il dato sul Pil).
Ancora una volta, occorre fare l’opposto dei vecchi governi a guida tecno-Pd, che inseguivano gli obiettivi di bilancio a colpi di tasse e manovre meramente ragionieristiche, avvitandosi in una spirale recessiva senza fine, verso il declino. Per questo è urgente una decisa inversione di rotta, e che tale inversione sia ben riconoscibile dagli elettori.
