Hanno la faccia tosta. Parlano di disagio e carovita come se fossero i soli a sentirli, e si preparano a cavalcarli. Lo dice la sinistra. Lo ripete ossessivamente. Il messaggio è sempre lo stesso: noi ci facciamo carico dei problemi dei più deboli, la destra no.
Il gioco è ogni giorno più sfacciato: noi siamo connessi con le preoccupazioni della gente, dicono; mentre accusano la destra di pensare «ai ricchi» (per i compagni chiunque non sia in miseria è «ricco»).
E qui scatta la faccia tosta. I giallorossi hanno buttato 174 miliardi con il Superbonus e le altre agevolazioni edilizie. Sapete quanto hanno pesato ancora quest’anno, il 2026, nel bilancio pubblico? Decine di miliardi, il ministro Giorgetti parlava di circa 40 sul debito, con code che continuano. Una voragine che prosegue a mangiarsi margini di manovra.
E l’altra sera in tv, da Paolo Del Debbio, il ministro Elvira Calderone ha fatto il conto pure delle truffe sul reddito di cittadinanza: quasi altri 2 miliardi.
Con questo «record», quelli della sinistra dovrebbero andare a nascondersi. Invece parlano. Parlano di carovita, parlano di risorse da allocare, di dove e come spendere. Bella faccia tosta, appunto. Spendere cosa? I soldi che loro hanno bruciato?
Facciamo l’ipotesi horror di una loro vittoria. Se fossero liberali figurarsi, ovviamente non lo sono ecco cosa si potrebbe fare in cinque anni se uno disponesse dei 174 miliardi che loro hanno buttato dalla finestra: circa 35 miliardi l’anno di tagli fiscali strutturali. Abbassare l’Irpef potentemente, ridurre il cuneo fiscale di altri punti, spingere verso una flat tax reale per i redditi medi. Denaro nelle tasche di chi lavora, non crediti d’imposta per cappottini termici a chi già aveva casa. Stimolo permanente, non bolla edilizia.
Se fossero keynesiani e a parole questi signori lo sono ci sarebbero 174 miliardi in investimenti pubblici veri: ospedali nuovi, infrastrutture che non cadono a pezzi, scuole, reti energetiche. Con 35 miliardi l’anno per cinque anni si potrebbe cambiare (anzi, si sarebbe potuto cambiare) il volto del Paese, non solo le facciate di mezzo milione di edifici.
Invece hanno scelto il Superbonus. Spreco pubblico mascherato da socialità, benefici regressivi, debito a carico di tutti. E ora, con la faccia di bronzo di chi ha bruciato i soldi altrui, vengono a predicare sul disagio. Si nascondano. E il centrodestra vada all’attacco, altro che stare in difesa.
