Per ora il calmiere sui prezzi medi è limitato, e più che altro ha invertito un trend in rialzo. Ma l’effetto del ‘price cap’ Eni sui carburanti si vede nelle auto in attesa alle stazioni di servizio Enilive. E anche il mercato ha apprezzato l’intervento del gruppo partecipato dallo Stato, che ha fissato un limite a 1,99 euro alla verde e di 2,19 euro per il gasolio, tanto che il titolo ha guadagnato il 2,03% alla Borsa di Milano. In scia è partito anche il ‘price cap’ annunciato da Socar, il colosso azero degli idrocarburi, che da maggio controlla Italiana Petroli, con una rete di oltre 4.500 punti vendita del marchio. In questo caso, la situazione è a macchia di leopardo. Alcune centinaia di distributori IP hanno adeguato il prezzo a quello fissato da Eni, anche su diverse autostrade, ma in molti casi invece i prezzi esposti sono in linea con quelli dei giorni scorsi. Il tetto gradualmente, a quanto si apprende, partirà con i punti vendita di proprietà, e c’è la promessa di estenderlo agli altri distributori dello stesso marchio.
E la ‘diplomazia’ dei carburanti è al lavoro per allargare il fronte a Q8. Dalla sede italiana non filtrano commenti. Ma in serata è Palazzo Chigi a confermare che è in corso una iniziativa diplomatica per verificare la disponibilità del gruppo kuwaitiano che controlla Q8 in Italia a seguire lo stesso approccio adottato da Eni e Socar. Secondo la presidenza del Consiglio, dal Kuwait stanno arrivando “segnali positivi in questa direzione”. “L’eventuale adesione di Q8 - sottolineano fonti di Palazzo Chigi - permetterebbe di dare un ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle famiglie italiane”. Il cane a sei zampe e Ip rappresentano insieme il 40% della distribuzione al dettaglio, con Q8 si arriverebbe al 50%. Ma il mercato italiano è variegato: oltre un terzo delle rete è coperto da distributori indipendenti, con oltre 300 marchi e migliaia di impianti sul territorio. Piccoli e medi imprenditori che fanno riferimento alle multinazionali per il rifornimento e che ora chiedono a loro volta un tetto al prezzo anche per l’ingrosso, altrimenti - spiega Assopetroli, l’associazione che li rappresenta - molto rischiano di chiudere.
“Gran parte delle rete di distribuzione, oltre il 35%, è fatta di operatori indipendenti che comprano da chi oggi applica il price cap, e se il tetto non è esteso alle forniture rischiano di chiudere. Si dia la possibilità a tutti di concorrere”, sottolinea a LaPresse Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli, che chiede un tavolo immediato con gli altri operatori della filiera e una interlocuzione con il governo, “per l’estensione del price cap alle altre forniture per vitare una distorsione del mercato”. “Condividiamo le misure a sostegno della collettività ma da sole non bastano se escludono il modo professionale, cosiddetto extra-rete che rifornisce i trasporti, l’agricoltura, l’industria e i distributori indipendenti”, spiega, e “il rischio legato al price cap, se non sarà esteso alle forniture, è una distorsione della concorrenza, che non possiamo che far altro che denunciare”. “Grazie all’iniziativa lodevole della compagnia i prezzi oggi scendono, ma molto poco. Nonostante la vasta rete di distribuzione di Eni, l’effetto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto”, fa notare il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona. A livello regionale, il calo più alto dei prezzi, sia per la benzina che per il gasolio, è in Friuli Venezia Giulia (-2,6 cent al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina). Medaglia d’argento, per entrambi i carburanti, il Lazio: -1,5 cent per il gasolio, -1,3 per la benzina; bronzo all’Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. In queste tre regioni la presenza di stazioni Eni è molto consistente. La Sardegna è la pecora nera per il gasolio a fronte di una presenza molto ridotta delle stazioni Enilive. “Insomma, l’iniziativa è servita ed è positiva, soprattutto per chi abita o ha vicino a dove lavora una stazione Eni. Dovremo aspettare qualche giorno per verificare se il presumibile calo delle vendite delle altre insegne muoverà il mercato e invoglierà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi”, prosegue Dona. “La concorrenza - sottolinea anche il Codacons - fa bene al mercato e soprattutto fa bene agli automobilisti massacrati dal caro-Carburanti, e per tale motivo in questa delicata fase è importante sostenere iniziative come quella di Eni e Ip”.
