Guardateli. Lividi, tormentati, sull’orlo di una crisi di nervi. Non è più un’opinione: è un quadro clinico.
La dimensione psicologica — e, diciamolo senza pudore, anche quella esteriore — del sinistro, politico o giornalista che sia, è diventata la crisi isterica.
Non argomentano: tremano. Non contestano: recitano lo svenimento, con sopracciglio alzato e vocina da presagio.
Crisi isterica sul bollo auto abolito. Crisi isterica sul no al burqa a scuola. E adesso, udite udite, crisi isterica persino sul tetto al prezzo della benzina. Ogni misura che alleggerisca la vita ordinaria degli italiani viene trattata come un attentato alla Repubblica, un colpo di Stato fiscale, un’offesa al decoro progressista. Il merito non conta. Conta lo scandalo. Conta il tic. Conta la sceneggiata da talk show.
Compagni, non fate così. Anche perché l’elettore — quell’animale sospettoso che ogni tanto alza lo sguardo dal telegiornale e confronta lo scontrino con la predica — potrebbe accorgersi di un dato tragicomico: pur di andare contro Giorgia Meloni, preferite che gli italiani abbiano più problemi irrisolti, più tasse, più grattacapi. Meno soldi in tasca, purché il conto politico sia addebitato a Palazzo Chigi. Meglio il disagio collettivo che un successo altrui.
Siamo al “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Con un dettaglio, però, che rovina la citazione biblica e la rende quasi commovente: i Filistei erano nemici. Voi, invece, sembrate disposti a volere anche la rovina degli amici. Quella della famiglia che fa il pieno, di chi toglie il bollo dal bilancio mensile, di chi manda a scuola una figlia senza dover negoziare col Medioevo all’ingresso.
L’ironia, a questo punto, è quasi pietosa. Non è l’opposizione a un governo: è l’opposizione al sollievo. E quando il sollievo diventa insopportabile, il problema non è Giorgia Meloni. È lo specchio. Quello che, implacabile, restituisce non un programma, ma un nervosismo. E il nervosismo, si sa, non vince le elezioni: le commenta, lividamente, il giorno dopo.
Ps Se già state così a fine settembre, non oso pensare a fra sei-otto mesi. Auguri a tutti.
