Esteri

Trump e i motivi della sconfitta: “La guerra in Iran? Non avevamo scelta”

Il presidente analizza il voto di Midterm e rivendica le proprie scelte

Donald Trump torna a parlare dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni di Midterm e rivendica le proprie scelte, a partire dalla guerra con l’Iran. “Con me sulla scheda avremmo vinto, ma non si può trasferire quell’amore. C’era così tanto amore ai comizi, è stato incredibile. Ma non siamo riusciti a trasferirlo ai candidati”. È l’analisi del presidente americano, che ha parlato con i giornalisti all’indomani dell’onda blu che ha premiato i democratici.

Prezzi e guerra

Trump ha affrontato anche le ragioni della battuta d’arresto repubblicana, riconoscendo che le valutazioni del vicepresidente JD Vance sull’impatto della guerra con l’Iran sono “in gran parte vere”. “Il prezzo della benzina è salito nel breve termine, e probabilmente quello è il motivo”, ha spiegato il presidente, parlando dal cantiere della nuova sala da ballo della Casa Bianca. Una conseguenza che, tuttavia, non lo induce a rivedere la propria decisione. “Lo rifarei, non si può permettere all’Iran di avere un’arma nucleare. Ne è valsa la pena, non avevamo scelta”, ha ribadito.

Il nodo Iran

Trump ha poi chiarito di conoscere bene le riserve di Vance sull’intervento militare. “So come si sente JD Vance a proposito della guerra. Lo sapevo quando l’ho iniziata”, ha dichiarato ai giornalisti, tornando a sottolineare che l’operazione ha impedito a Teheran di dotarsi di un’arma nucleare. Il presidente ha quindi escluso qualsiasi ripensamento sulla linea adottata: “Per quanto riguarda la guerra con l’Iran, non avrei fatto nulla di diverso”.

Spettro impeachment

La sconfitta elettorale consegna intanto ai democratici il controllo del Congresso e apre la strada alla possibilità di una nuova procedura di impeachment contro il presidente. Un’ipotesi che Trump ha liquidato con sarcasmo. “Impeachment per cosa? Per aver portato il Paese al successo?”, ha risposto a chi gli chiedeva se temesse una nuova iniziativa dei democratici. “Distruggerebbe i democratici, il Paese non ha mai avuto così tanto successo”, ha aggiunto.

I futuro di Hegseth

Nel corso dell’incontro con la stampa, il presidente ha risposto anche a una domanda sul futuro del segretario alla Guerra Pete Hegseth e sulla possibilità di una sua sostituzione. “No, penso che stia facendo un ottimo lavoro”, ha affermato Trump, aggiungendo che Hegseth sarebbe “molto popolare” come senatore. “Ma non ho sentito nulla a riguardo”, ha precisato.

Presidenziali 2028

Infine, uno sguardo alle presidenziali del 2028 e alla possibile successione alla Casa Bianca. Trump non ha dato per scontata neppure una candidatura del suo vicepresidente. “Forse non si candiderà nessuno. Non so chi si candiderà”, ha detto, aggiungendo: “Forse Vance non correrà, non lo so”. Nessuna indicazione definitiva, dunque, sul futuro della corsa repubblicana, mentre il presidente continua a rivendicare le proprie scelte e a escludere che avrebbe agito diversamente, anche alla luce del risultato delle urne.

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