grande menzogna

Nobel per la Pace a Pillay, critica furiosa di Israele: “Goebbels starà applaudendo dall’inferno”

“È stata premiata la più grande menzogna del 21° secolo”

“Ora che il Comitato per il Nobel ha premiato la più grande menzogna del 21° secolo, Joseph Goebbels starà sicuramente applaudendo dall’inferno”. E’ il commento del ministero degli Esteri israeliano all’assegnazione del premio Nobel per la Pace a Navi Pillay, ex Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e già presidente della commissione d’inchiesta dell’Onu che ha accusato Israele di genocidio. Il riconoscimento a Pillay rappresenta “una grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l’odio e il pregiudizio anti-israeliani”, ha affermato il ministero, secondo cui l’ex funzionaria Onu sarebbe invece “in prima linea” se esistesse un premio “per le menzogne, l’odio e le accuse del sangue”. “Il suo ruolo nell’incessante demonizzazione di Israele, politicamente motivata, e nella promozione della menzogna del genocidio parla da sé”, ha aggiunto il ministero degli Esteri israeliano, citato dal Times of Israel.

“Questo è un messaggio che il diritto internazionale e le sue istituzioni sono la pietra angolare di un mondo più pacifico” ha invece detto il presidente del Comitato norvegese per il Premio Nobel Jorgen Watne Frydnes annunciando il Nobel per la Pace a Pillay. Un messaggio piuttosto esplicito a quei leader che negli anni hanno cercato di minare le fondamenta di istituzioni come la Corte penale internazionale. Incluso Donald Trump, che da tempo rivendica il premio per aver “fatto finire otto guerre” e che disse di voler “smantellare mattone dopo mattone” la Corte penale internazionale quando fu emesso il mandato d’arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Giustizia Yoav Gallant (oltre che contro Mohammed Deif, capo delle Brigate al-Qassam dal 2002 e ucciso da Israele il 13 luglio 2024 a Khan Yunis).

Oggetto di mandato d’arresto (dal 17 marzo 2023) sono anche il presidente russo Vladimir Putin e Marija L’vova-Belova, Commissario per i Diritti dei Bambini presso l’Ufficio del Presidente della Federazione Russa, per la vicenda dei bambini sottratti in Ucraina. Per crimini di guerra in Ucraina, invece, il mandato d’arresto fu spiccato il 24 giugno 2024 contro i generali russi Valery Gerasimov (oggi capo dello stato maggiore generale delle Forze armate russe e anche vice-ministro della difesa della Russia) e Sergei Shoigu (allora appena nominato segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa dopo essere stato ministro della Difesa). La Corte ha incriminato pubblicamente 73 persone e i procedimenti contro 38 soggetti sono ancora in corso, tra cui 32 latitanti, uno arrestato da autorità nazionali, uno in fase istruttoria, due a processo e due in appello. Dei 35 procedimenti completati tre condannati stanno scontando la pena, sette l’hanno contata, quattro sono stati assolti, otto hanno visto le accuse a loro carico archiviate, quattro ritirate e nove sono deceduti prima della conclusione del procedimento.

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