rischio nucleare

Israele, “senza di me un secondo Olocausto”. Allarme di Netanyahu, il post scatena le polemiche

L’opposizione, da Golan a Eisenkot, lo accusa di allarmismo e isteria

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che, qualora non venisse rieletto martedì, il Paese sarebbe a rischio di “un secondo Olocausto”, a causa della persistente “minaccia esistenziale” rappresentata dall’Iran e dai suoi alleati regionali. “Abbiamo ancora due anni di amministrazione Trump per completare il lavoro in Iran, e non è dato sapere cosa accadrà in seguito: se ci sarà Kamala Harris o qualcun altro”, ha scritto Netanyahu sul suo profilo X, riportando le parole dello scrittore israeliano Yuval Bloomberg, accompagnate da un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che ritrae un’esplosione nucleare su Tel Aviv.

Il testo di Bloomberg, che il premier israeliano sposa completamente, sostiene che alcune delle questioni centrali di queste elezioni – come il servizio militare obbligatorio per gli ultra-ortodossi, il ruolo del Qatar o l’eventuale ricezione, da parte dello stesso Netanyahu, di avvertimenti su un possibile attacco prima del 7 ottobre – non siano “altro che un enorme fumogeno, volto a oscurare l’unica questione che sovrasta tutte le altre”. “Se due bombe atomiche dovessero cadere nel centro del Paese, a chi importerebbe ancora di queste polemiche futili e vuote?”, prosegue il post. Nell’articolo viene inoltre sottolineato lo stretto legame tra Netanyahu e Trump, rimarcando la capacità del primo di “prendere il telefono e avere una conversazione personale e sostanziale” con il presidente statunitense. “Chiunque abbia a cuore la propria sopravvivenza fisica – o quella della propria famiglia e dei propri cari – dovrebbe esitare; la mano dovrebbe tremare prima di scegliere qualcuno che non sia in grado di portare a termine la missione. Agire diversamente significherebbe condannare se stessi e la propria famiglia al rischio di un secondo Olocausto”, conclude il testo.

Il post ha generato un’accesa polemica politica a due giorni dal voto. Il leader del partito I Democratici, Yair Golan, ha chiesto di limitare l’accesso di Netanyahu ai social media. “Lui e la sua cerchia ristretta hanno perso il senno”, ha aggiunto Golan, promettendo – insieme al blocco dell’opposizione – di sostituire “questi allarmisti che seminano paura”. Dal canto suo, Gadi Eisenkot, principale rivale del premier nelle urne, ha messo in guardia dalle tattiche di Netanyahu, basate su “menzogne e allarmismo”. “Netanyahu, sei in preda all’isteria”, ha scritto sui social l’ex generale e leader del partito di centro-destra Yashar.

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