La Francia trattiene il fiato e si prepara a un nuovo fine settimana di tensione. Dopo le violenze che una settimana fa hanno attraversato il Paese, da Parigi a Limoges fino a Lione e Marsiglia, il governo ha scelto la linea della fermezza: oltre 70mila tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco sono stati schierati sul territorio nazionale per evitare che la piazza torni a infiammarsi. L’esecutivo, citato da “Libération”, non usa giri di parole e parla di un dispositivo “massiccio”.
Cinquecento cortei
Le manifestazioni annunciate per oggi sono circa cinquecento. La regia, secondo quanto diffuso dai “gilet gialli”, punta a colpire i nodi nevralgici della circolazione e dell’approvvigionamento: 86 rotatorie, 33 stazioni ferroviarie, 21 distributori di carburante, 17 ponti e altrettanti caselli autostradali, tre porti e due depositi petroliferi. Una strategia che ricorda da vicino quella che, anni fa, paralizzò il Paese, e che oggi rischia di mettere sotto pressione trasporti e rifornimenti.
Intervento massiccio
Il dato numerico, da solo, non racconta tutto. Come osserva “Le Figaro”, non si tratta di uno spiegamento senza precedenti: per dimensioni è paragonabile a quello che ogni anno accompagna la notte di San Silvestro, appuntamento che dal 1997 si è trasformato in un bollettino di auto incendiate e disordini. Rispetto al 17 ottobre, quando in campo c’erano circa 60mila unità, l’incremento sfiora comunque il 20 per cento.
Reparti speciali in campo
La vera novità sta nella qualità delle forze in campo. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha rafforzato i ranghi con i reparti d’élite di polizia e gendarmeria e con un equipaggiamento pensato espressamente per la guerriglia urbana: veicoli blindati assegnati alla gendarmeria, numerosi idranti, elicotteri per il controllo dall’alto. A supporto anche i militari dell’operazione Sentinelle, normalmente impiegati nella prevenzione antiterrorismo. Un segnale chiaro: Parigi non vuole rivedere le immagini di sette giorni fa.
Il congresso di Rn
A complicare il quadro c’è un secondo appuntamento, tutto politico. Oggi e domani Orléans ospita il congresso del Rassemblement National, il partito della destra radicale. Un evento che le autorità considerano ad alto rischio: sono attesi oltre 10mila oppositori, e per gestirne l’afflusso sono stati destinati 3mila tra agenti e gendarmi.
Due piazze diverse, una sola preoccupazione: che la rabbia sociale e lo scontro politico finiscano per sovrapporsi, trasformando il weekend in una prova di tenuta per l’intero sistema dell’ordine pubblico francese.
