Strage in Arabia Saudita. È di 12 morti e 309 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, il bilancio dell’attacco che sabato ha colpito l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad. A renderlo noto è stata l’autorità saudita per l’aviazione civile, precisando che tra le vittime figurano quattro cittadini sauditi e otto stranieri: due cittadini del Bangladesh, uno statunitense, un egiziano, un giordano, un siriano, un palestinese e un sudanese. L’attacco ha provocato anche danni materiali. Secondo le autorità, a essere colpiti sono stati uno dei terminal passeggeri, i viaggiatori e il personale aeroportuale. La coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, che dal 2015 sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha accusato i ribelli Houthi filo-iraniani dello Yemen di aver sferrato l’attacco, minacciando una risposta “con fermezza”. Il portavoce della coalizione, Turki al-Malki, ha definito l’azione un “crimine di guerra”. “Il vile attacco terroristico della milizia Houthi, che ha causato morti e feriti tra i passeggeri civili e il personale aeroportuale, costituisce un vero e proprio crimine di guerra”, ha dichiarato su X.
Il comando della coalizione ha inoltre annunciato di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi sopra Al-Kharj, regione a sud-est di Riad dove si trova la base aerea Prince Sultan. “Intercettazione e distruzione di un missile balistico ad Al-Kharj lanciato dalla milizia terroristica Houthi”, si legge nella nota diffusa dopo l’attacco all’aeroporto. In precedenza, la coalizione aveva riferito di aver intercettato missili diretti verso l’Arabia Saudita e distrutto le relative piattaforme di lancio. Gli Houthi avevano rivendicato una serie di attacchi contro l’aeroporto giovedì, che avevano provocato tre morti e danneggiato un aereo, ma non hanno immediatamente rivendicato quelli di sabato. L’attacco è stato il più letale nel Regno dal maggio 2015, quando un attentato suicida dello Stato islamico uccise 21 fedeli in una moschea sciita nel governatorato orientale di Qatif.
Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “inaccettabile” quanto accaduto in Arabia Saudita, annunciando che parlerà con il principe ereditario Mohammed bin Salman, leader di fatto del Paese. “Ciò che è accaduto in Arabia Saudita è inaccettabile”, ha dichiarato ai giornalisti. La nuova escalation si inserisce nella ripresa della guerra civile in Yemen, tornata a intensificarsi a luglio dopo il fallimento di una tregua quadriennale mediata dalle Nazioni Unite. L’Arabia Saudita, alla guida della coalizione internazionale che sostiene militarmente il governo yemenita dal 2015, si trova così sempre più coinvolta nel conflitto del Paese confinante, devastato dalla povertà.
