Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, è finito nel mirino sia della comunità ebraica che delle organizzazioni pro-Palestina in occasione del terzo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Il messaggio postato su X in cui “condivideva il dolore” per il massacro ma allo stesso tempo ricordava che “la sofferenza non è iniziata né finita quel giorno” e “il genocidio a Gaza” va avanti, ha suscitato l’indignazione di alcuni leader della comunità ebraica.
“Non pronunci nemmeno una volta la parola ‘ebrei’. Il 7 ottobre, assalitori guidati da Hamas hanno ucciso civili, commesso violenze sessuali, mutilato cadaveri e preso ostaggi. Stai strumentalizzando una giornata dedicata a piangere il peggior massacro di ebrei dai tempi dell’Olocausto per riproporre i tuoi soliti argomenti antisionisti”, ha scritto Jonathan Greenblatt, ad dell’Anti-Defamation League su X, sottolineando che “la città con la più numerosa popolazione ebraica al di fuori di Israele merita un sindaco capace di onorare i defunti senza strumentalizzarli”.
Dall’altra parte, riporta Haaretz, 25 organizzazioni pro-palestinesi si sono date appuntamento fuori dal municipio per protestare contro quella che viene percepita come un impegno solo di facciata. “La dichiarazione di solidarietà del sindaco verso il popolo palestinese è priva di significato quando non è seguita da alcuna azione concreta e si traduce in una capitolazione di fronte alle pressioni sioniste”, hanno affermato i Young Democratic Socialists of America in un post sui social media, successivamente rimosso.
