procura di milano

Youssef “istigava alla violenza per generare terrore”. Nel pc il suo “manuale della rivoluzione”

Il documento di fermo della “mente” del Movimento 17 ottobre

Youssef Siher “ha approfittato” di quanto accaduto nelle giornate del 17 e 18 ottobre, cioè dei saccheggi e delle devastazioni avvenute in pieno centro a Milano, per creare un gruppo Telegram di migliaia di persone, oltre 6 mila, attraverso cui “ingenerare terrore nella popolazione”. È uno dei passaggi del provvedimento firmato dalla Procura di Milano che ha portato al fermo per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo.

Il gruppo Telegram e la sommossa sventata

Il comportamento tenuto da Siher attraverso il gruppo “Movimento 17 ottobre” “ha certamente creato una forte tensione sociale e un reale impatto intimidatorio sulla popolazione che ha certamente percepito il pericolo di nuovi atti analoghi a quelli commessi il 17 e 18 ottobre”, si legge nel provvedimento di fermo. Un “timore” che ha portato, da un lato, agli “spiegamenti di forze di polizia ed esercito, creando così la percezione di una situazione di grave pericolo” e, dall’altro, alla “percezione di paura e terrore”, concretizzatasi nell’atteggiamento tenuto dai negozianti, “che hanno chiuso i negozi o predisposto barriere al fine di impedire la distruzione e il saccheggio dei loro esercizi commerciali”.

Fatti che rendono dimostrata, per chi indaga, la sussistenza di elementi concreti per la configurabilità del reato di istigazione a delinquere contro l’ordine pubblico, ma anche “l’aver agito per finalità di terrorismo, tramite l’uso di strumenti informatici e telematici”.

Il 30enne politologo di origine marocchina è accusato di aver istigato “a commettere delitti contro l’ordine pubblico”, in particolare di aver pubblicato “contenuti di tipo eversivo tra i quali quelli di incitamento alla rivoluzione ed all’utilizzo di tecniche di guerriglia urbana nonché comunicati finalizzati alla convocazione, in diverse piazze d’Italia, per il 24 ottobre 2026, di facinorosi, al fine di porre in essere delitti contro l’ordine pubblico”.

Seimila persone pronte a usare violenza

Il clima creatosi “ha certamente facilitato il Siher a rendere concreti i suoi intenti istigatori che si sono estrinsecati in una forza di suggestione e persuasione tale da poter incitare terze persone alla concreta commissione di delitti, al fine di dare corso all’invocata rivoluzione contro l’attuale governo”. L’efficacia dell’istigazione, si legge nel provvedimento, si riscontra anche nel fatto che l’indagato è riuscito a costituire un gruppo di 6.153 soggetti, parte dei quali “hanno dimostrato di essere pronti a usare la violenza per portare a termine il proprio obiettivo contro il sistema”.

“Siamo di fronte a una condotta istigatrice realmente efficiente ed efficace a spronare le persone e indurle a commettere fatti illeciti, che sarebbero dovuti accadere proprio a ridosso dei comunicati inviati dall’indagato sul gruppo Telegram in data 23 e 24 ottobre 2026, e che non sono accaduti solo grazie all’intervento della polizia giudiziaria operante che è riuscita a bloccare l’invio dei messaggi che contenevano le indicazioni delle piazze dove i manifestanti avrebbero dovuto concentrarsi per dare corso alla sommossa”. È uno dei passaggi con cui la Procura di Milano ha disposto il fermo di Siher, amministratore del gruppo Telegram e della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”.

Il file «Rivoluzione, istruzioni per l’uso»

All’interno del notebook sequestrato a Siher è stato trovato un file denominato “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”, in parte simile a quello trovato nel canale Telegram “Movimento 17 ottobre” e liberamente ispirato al manuale della Rivoluzione egiziana del 2011. Si tratta, si legge nel provvedimento della Procura di Milano, di una guida che “spiega come organizzare una mobilitazione collettiva di disobbedienza civile contro il governo Meloni e le sue politiche”.

Il testo, che fa parte del materiale sequestrato dalla Digos, individua tre obiettivi principali: “manifestare il proprio dissenso, coinvolgere il maggior numero possibile di persone e proteggere i partecipanti alla protesta”. In seguito, descrive le diverse fasi della mobilitazione, dalla riunione iniziale tra amici, conoscenti e compagni fino alla marcia verso un punto di ritrovo prestabilito. Suggerisce inoltre di coinvolgere i passanti e gli abitanti per ampliare la partecipazione.

Una parte del documento è dedicata all’abbigliamento e all’attrezzatura da portare, come acqua, un kit di primo soccorso e altri prodotti utili. Vengono citati anche strumenti da utilizzare durante gli scontri con le forze dell’ordine, come scudi e vernice spray.

La Procura: «Pericolo di fuga»

Per Siher, accusato di istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità del terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, sussiste anche il “pericolo di fuga”, scrive la Procura di Milano nel provvedimento che dovrà essere convalidato da un gip.

“Sebbene italiano di seconda generazione, anche in relazione al suo profilo personale, ha dimostrato di avere particolari abilità e capacità di muoversi e di avere contatti relazionali che lo potrebbero aiutare a far perdere le sue tracce”, si legge nel provvedimento.

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