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Certificati taroccati

Medici no Cpr, la sinistra scende in piazza. FdI presenta l’interrogazione in Emilia Romagna

La Rete No Borders scende in piazza contro le regole dello Stato

Nessuno si azzardi a toccare gli immigrati clandestini. Guai a chi prova a difendere i nostri confini e le nostre tradizioni. Vicinanza totale e aprioristica per tutti quei professionisti pronti a immolarsi per realizzare le grottesche teorie No Borders, anche a costo di commettere eventuali reati. Il caso dei “camici rossi” di Ravenna, estesosi poi a macchia d’olio in tutta Italia, che secondo la tesi accusatoria avrebbero falsificato dei certificati per evitare l’ingresso nei Cpr di migranti, rappresenta la fotografia fedele di cosa è diventata la rive gauche della politica italiana. Ieri il consigliere regionale dell’Emilia Romagna, Alberto Ferrero (FdI), ha presentato un’interrogazione per chiedere di avviare un audit ispettivo nelle aziende sanitarie della regione. Secondo l’esponente del partito fondato da Giorgia Meloni, un approfondimento per verificare la correttezza delle procedure di rilascio delle certificazioni è quanto mai indispensabile.

Anche perché vi sarebbero delle evidenti anomalie statistiche. Nel triennio 2023-2024-2025 si è infatti registrato un notevole incremento dei certificati di idoneità, con percentuali di diniego al trattenimento balzate dal 6,2% a quasi il 60%, subendo poi un drastico crollo in conto impropriamente per alterare le procedure previste dalla legge in materia di trattenimento e rimpatrio. L’autonomia professionale dei medici va tutelata, ma allo stesso modo devono essere garantiti il rispetto delle regole e la corretta applicazione delle norme dello Stato.

E mentre mezzo Paese si interroga sulla professionalità di questi sanitari, l’altra metà scende in piazza (come da prassi). La rossa Firenze non poteva certo farsi sfuggire una simile occasione. E così, oltre cento persone, si sono presentate ieri di fronte alla sede della Regione. “Abbiamo ritenuto doveroso manifestare solidarietà a colleghi e colleghe coinvolti nelle perquisizioni e in particolare all’unico medico che è realmente indagato, Nicola Cocco, accusato di associazione a delinquere, collegata al normale esercizio della professione medica, che risponde all’articolo 32 del codice deontologico”, ha spiegato al portale “FirenzeToday” Alessandro Verona, medico della Rete No Cpr, che ha promosso l’iniziativa fiorentina assieme ad Anelli Mancanti, Asgi, Medicina democratica, Oxfam, Studenti di Sinistra, Gruppo immigrazione e salute, Salute internazionale e alla quale ha aderito anche la Cgil. Presidi del tutto identici sono stati organizzati a Bologna e Bari.

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