Autotrasporti

Autotrasporto, Garante pronto ad agire sugli scioperi. I blocchi dei tir si riducono

La Commissione sugli scioperi avverte: «La protesta si svolga nel rispetto delle regole»

Si stanno riducendo i blocchi stradali e le proteste dei tir contro il caro carburanti al Sud, in particolare dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri di un pacchetto di aiuti per l’autotrasporto. Ma restano criticità in Campania e Puglia, oltre che in alcune zone del Molise, soprattutto per l’approvvigionamento di merce in negozi e supermercati. Mentre nel napoletano si registrano ancora lunghe code ai distributori, dove benzina e gasolio scarseggiano, e in molti porti i pescherecci non prendono il mare per i costi troppo elevati.

Nel frattempo la Commissione di Garanzia per gli scioperi valuta interventi urgenti perché «il proseguimento di tali azioni configura un pericolo grave e imminente per i diritti costituzionali dei cittadini minacciando la salute, la sicurezza e la libera circolazione».

In una situazione che si evolve con il passare delle ore, le difficoltà maggiori si sono registrate sulla A30 Caserta-Salerno, con la chiusura dell’uscita di Nocera-Pagani per gran parte della giornata, mentre in serata è rimasto solo un presidio. Le arterie autostradali sono comunque perlopiù libere, con la maggioranza dei tir che ha liberato l’autostrada ma ha mantenuto presidi a diversi caselli sull’A1, sulla Caserta-Salerno e sulla Salerno-Reggio Calabria. Criticità si registrano a Napoli per i soccorsi e i medicinali. Medici che non riescono a raggiungere ospedali e ambulatori, difficoltà negli spostamenti per l’assistenza domiciliare e gravi problemi nel rifornimento delle ambulanze del 118: a Napoli e provincia c’è il pericolo concreto che nei prossimi giorni possano fermarsi anche i mezzi di soccorso.

In Puglia alcune zone restano presidiate dai camionisti. A Lucera (Foggia) molti hanno deciso «di restare fermi con i nostri mezzi, visto che siamo stati minacciati dal governo, che se non avessimo sciolto i presidi saremmo stati denunciati, ci avrebbero fatto verbali, sequestrato i mezzi...non c’è bisogno, perché stiamo tranquilli a casa nostra, e lo faranno anche gli altri. Arriverà il punto che nessuno più potrà comprare merce nei negozi e tutto il resto. Fin quando non si decidono ad abbassare il prezzo alla colonnina. La nostra è una protesta pacifica».

Diversa la situazione in Sicilia e Calabria, dove già da mercoledì sera la maggior parte dei presidi è stata rimossa. La prefettura di Reggio Calabria ha fatto sapere, a conclusione di un tavolo con gli autotrasportatori, che questi «pur mantenendo fermo lo stato di agitazione, hanno con senso di responsabilità aderito all’invito di ridimensionare i presidi, assicurando la regolare circolazione dei mezzi e il normale approvvigionamento dei beni». Il caro carburanti comincia però a far sentire i suoi effetti sulla pesca. A Pescara i pescherecci sono fermi, così come al porto di San Benedetto del Tronto. A Pozzuoli sono fermi anche gli aliscafi, mentre i traghetti hanno difficoltà per i rifornimenti.

Secondo quanto risulta da alcune indiscrezioni E-distribuzione (la società del gruppo Enel che gestisce le reti elettriche) sta scrivendo ai prefetti per allertarli delle possibili conseguenze del blocco dei tir in Sud Italia. In Campania in particolare c’è scarsità di benzina destinata ai mezzi di servizio con cui si procede ad esempio alle riparazioni dei guasti, con una disponibilità di riserve rimasta di poche ore. In sostanza è a rischio il presidio del servizio.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.