«Indicazioni tattiche» e «decisioni drastiche». Il Movimento 17 ottobre annuncia per oggi nuove disposizioni ai manifestanti che domani torneranno nelle piazze italiane. Le presenta come misure per tutelare i partecipanti, senza anticiparne il contenuto. E mentre cresce l’allerta dopo gli scontri dello scorso fine settimana,« Italia in Piazza» annuncia che non organizzerà altri cortei per evitare rischi ai manifestanti.
Proprio la sigla che aveva convocato le proteste del 17 ottobre, sfociate in violenze e devastazioni soprattutto a Milano e Bologna, aveva già preso le distanze dal nuovo circuito: «Non siamo noi». Le iniziative del Movimento 17 ottobre, invece, restano confermate negli appelli diffusi sui social, da Milano a Roma. Le locandine circolano ormai in oltre venti città, senza percorsi ufficiali per tutte le piazze. E il richiamo a scendere in piazza continua a raccogliere sostegni. Il Partito dei Carc ha pubblicato un secondo documento, firmato Agenzia Stampa Staffetta Rossa, che richiama la «mobilitazione permanente» del Movimento 17 ottobre e invita a proseguire le proteste nei prossimi sabati, collegandole agli scioperi del 30 ottobre e del 20 novembre, data scelta anche dalla Cgil per lo sciopero generale. E dentro c’è anche la protesta di domani a Castel Volturno contro la costruzione del Cpr. Intanto a Milano, in vista della manifestazione, arrivano 500 paracadutisti della Folgore per rafforzare «Strade Sicure» e la vigilanza dei punti sensibili. Saranno operativi già da domani e potranno essere impiegati fino alla fine dell’anno, secondo le disposizioni delle autorità di pubblica sicurezza. Il dispositivo permetterebbe di liberare agenti e carabinieri dai presidi, per destinarli ai servizi di ordine pubblico. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ieri dalla Prefettura di Milano, dopo il Consiglio dei ministri, ha assicurato che la città «sarà presidiata e anche le stazioni. Avere 500 parà della Folgore, con un’età media superiore ai 40 anni che hanno fatto esperienze all’estero in tante piazze milanesi, per me è una garanzia, già da sabato» per «garantire l’ordine pubblico, insieme alle altre forze dell’ordine e intervenire in caso di necessità, anche con mezzi, coi Lince, coi droni, con mezzi adeguati a intervenire velocemente». E ha aggiunto: «Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente». «Saranno preparati a intervenire secondo la normativa vigente: sono militari, rispetteranno la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane. Io padre di due figli sono più tranquillo se ho 500 parà con la testa sulle spalle a osservare quello che succede».
A Roma intanto resta fissato, almeno dalle informazioni diffuse sulle piattaforme social, per domani alle 15 il ritrovo al Circo Massimo, dove sono già in corso i lavori del Villaggio Difesa, in programma dal 30 ottobre al 4 novembre. Al momento, però, la manifestazione non è stata preavvisata in Questura. Resta solo, quindi, l’appello lanciato in rete. Nel frattempo, il dibattito si sposta anche sul disagio giovanile e sulla risposta penale. Sul tema è intervenuto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Ci sono dei momenti in cui è necessario mandare dietro le sbarre i minori violenti ma il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza», ha detto a SkyTg24. «Proprio ieri», ha ricordato, «abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere il problema, sia stanziando quei pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri minorili sia eventualmente per trovare accordi perché sezioni di carceri per maggiorenni possano essere destinati ai minori». E ancora: «Certi fenomeni improvvisi e per certi aspetti anche imprevedibili non si possono risolvere solo con le belle parole: tutti siamo dell’idea che bisogna intervenire sul disagio giovanile, siamo d’accordo che non bisogna lasciare spazio al razzismo, perché molti di questi ragazzi sono italianissimi e magari figli di buone famiglie, ma il problema c’è e forse è il più urgente da risolvere».
