«Singapore, la tua porta d'ingresso all'Asia». Così la Edb (una delle agenzie che si occupa di promozione dell'internazionalizzazione e degli investimenti in questa piccola città-Stato) presenta il suo «prodotto». Davanti una platea di imprenditori italiani venuti in Asia con un unico scopo: varcare quella porta. Questo l'obiettivo della missione, la prima a Singapore e in Malesia (oggi il trasferimento a Kuala Lampur ndr), guidata dal viceministro con delega al Commercio estero Adolfo Urso, dal vicepresidente di Confindustria con delega all'Internazionalizzazione Paolo Zegna, dal presidente dell'Ice Umberto Vattani e dal direttore centrale Abi Domenico Santacecca. Ottanta tra imprese e associazioni, accompagnate da 6 tra i principali gruppi bancari (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi, Bnl-Bnp Paribas, Banco Popolare e Ubi Banca) che, in piena crisi hanno deciso di guardare a Oriente. «Dopotutto - spiega Urso - in ogni fase di crisi ci sono opportunità». E Singapore rappresenta una grande opportunità. Non solo perché è già il principale partner italiano nell'area del sud-est asiatico (due miliardi di euro di scambi). Ma perché si tratta di un'economia solida, con un sistema finanziario affidabile. Un «trampolino di lancio» verso altri mercati appetibili come Cina e India. Un'area in cui, nonostante la recessione, le economie continuano a crescere. Agganciarsi a questo treno in corsa quindi, significa agganciare la ripresa. Anche per questo, fa sapere Santacecca, le banche italiane hanno messo a disposizione delle imprese che punteranno su Singapore e Malesia circa 3,3 miliardi di euro. Ma non è solo l'Italia a guardare con interesse a Oriente. Sono due, infatti, i fondi sovrani singaporesi che già hanno investito nel nostro Paese. Il Gic possiede il centro commerciale di Roma est e, nel dicembre dello scorso anno, ha investito 850 mila euro in Sintonia (holding Benetton) entrando in Autostrade e Aeroporti di Roma. Mentre il Temasek ha immesso capitali nei porti di Genova, Civitavecchia e Venezia. La possibilità di continuare lungo questo strada è più che mai concreta. «C'è un interesse verso i settori della logistica, dell'energia e per quello turistico-alberghiero» spiega Urso al termine dell'incontro con il senior minister Goh Chok Tong. E da parte singaporese arrivano conferme indirette che uno dei «bocconi» più interessanti è sicuramente quello di Enel. Ma il rapporto tra Italia e Singapore potrebbe concretizzarsi anche in rapporti di partnership sul mercato cinese. Insomma la porta è aperta.
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