Economia

Festival Nazionale dell’Economia Civile, la Premio Nobel Ebadi e la Rettrice Petrucci aprono l’ottava edizione

Sono state la Premio Nobel Shirin Ebadi e la Rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci ad aprire la prima giornata di lavori dell’ottava edizione del “Festival Nazionale dell’Economia Civile” di Firenze. Premio Nobel per la Pace nel 2003, in un contesto di economia sociale in tempi di guerre, l’avvocata e pacifista iraniana ha detto: “La guerra distrugge la vita e anche l’economia, distrugge anche lo sviluppo, le infrastrutture dell’economia mondiale. Dunque c’è una correlazione diretta tra la pace e l’economia”. La Rettrice Petrucci ha ospitato l’apertura del Festival nella sala del Rettorato dell’Ateneo, soffermandosi sugli ostacoli che impediscono il dispiegamento pieno della quinta libertà, facendo particolare riferimento a quelli materiali: “Il primo è quello dell’accesso all’alloggio e, più in generale, del caro vita che caratterizza molte città italiane, come Firenze. Ma c’è un altro ostacolo: la coesione. La conoscenza non circola in uno spazio neutrale. Le infrastrutture devono essere capaci di incontrarsi. Se c’è uno squilibrio tra atenei e territori questo incontro non avviene”.

Durante la prima giornata al centro del dibattito la presentazione della ricerca sulla valorizzazione delle conoscenze e sull’equità intergenerazionale. Tre i suggerimenti agli amministratori: valutare il benessere di un territorio guardando anche ai divari tra le età; smettere di tenere separate le politiche per i giovani e quelle per l’invecchiamento attivo; misurare ogni investimento pubblico anche per la partecipazione e il senso di comunità che riesce ad attivare. Domani sarà invece Sergio Gatti (Direttore generale Federcasse-BCC) a moderare un panel che metterà al centro il tema dell’intelligenza artificiale: “AI voglia o AI paura? I rischi e le opportunità educative”. Gatti ha anticipato che “in un momento in cui distrazioni in genere negative rapiscono le nostre attenzioni, il Festival porta una notizia controcorrente, ovvero che c’è la possibilità di diffondere la cultura della buona economia”.

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