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Le 7 vite di Cat Stevens scelgono la musica online

Carlo Antini
Carlo Antini

Testo e musica le mie coordinate. Nato in Puglia, vivo a Roma dalla scuola materna. La laurea in Scienze della Comunicazione e la passione per il giornalismo mi hanno portato a "Il Tempo" dove sono nella redazione web

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Cat Stevens era appena guarito dalla tubercolosi quando pubblicò i due album che lo avrebbero reso celebre per sempre. «Mona Bone Jakon» e «Tea for the Tillerman» videro entrambi la luce nel 1970. Ventidue canzoni tutte d’un fiato che cambiarono la vita di questo giovane cantautore inglese all’epoca poco più che ventenne. Si fece crescere barba e capelli e abbandonò l’aria disimpegnata tanto di moda nella Swinging London di fine anni Sessanta. La malattia e il periodo trascorso nel sanatorio di Midhurst avevano focalizzato i suoi interessi su chitarre acustiche e misticismo. Fu questa la formula vincente di canzoni come «Lady D’Arbanville», «Katmandu», «Wild World», «Sad Lisa» e «Father and Son». Una manciata di melodie che lo spinsero in vetta alle classifiche di mezzo mondo. Cat Stevens era riuscito a centrare in pieno la voglia di folk d’autore e spiritualità che avrebbe permeato gran parte della musica nei successivi anni ’70. In quei due storici album fecero la loro comparsa anche due giovanissimi Peter Gabriel e Rick Wakeman che divennero poi colonne portanti di Genesis e Yes.

A 50 anni esatti da quel fecondo 1970, la musica accende di nuovo i riflettori su di lui. Sabato 5 dicembre 40 artisti si daranno appuntamento su YouTube per interpretare alcuni dei brani più celebri del cantautore britannico. Ed è lo stesso Yusuf / Cat Stevens ad annunciare il «CatSong Festival» che andrà in scena dalle 21 in diretta su https://www.youtube.com/user/YusufCatStevens. «È fantastico sentire come queste cover abbiano dato nuova vita alle mie canzoni - ha detto il musicista - Non esiste onore più grande per un cantautore che ascoltare le proprie canzoni eseguite da musicisti di talento con tanto amore e sincerità. Grazie».

Il «CatSong Festival» vedrà le performance di molti artisti tra cui Dave Matthews, Brandon Boyd degli Incubus, Jack Johnson, HAIM, Passenger, Andy Allo, James Morrison, Imelda May, Feist, Bonnie «Prince» Billy & Matt Sweeney, Ron Sexsmith, Eliane Correa & Fedzilla, Hamza Namira, Ariel Posen, Mimi Naja, Vintage Trouble, The Brothers Landreth feat. Murray Pulver, Mary Spender, Mollie Marriott, Jason Kerrison, Matt Costa, Sad13, Ruby Waters & Debbie Bechamp, Braison Cyrus, Cinzia & The Eclipse, Mark Diamond, The Lucky 13s, Laura Sheeran & Brian Bolger, Bonnie Laughton Kora, Noah Kahan, Parker Gispert, The Heartstrings Project, Leoni Jane Kennedy e molti altri.

Il suo soprannome "Cat" deriva dai suoi occhi di gatto e proprio come i gatti anche Cat Stevens ha vissuto almeno sette vite. Nel 1977 dopo un viaggio a Gerusalemme, suo fratello gli regalò una copia del Corano. Un gesto che, nel tempo, avrebbe condotto il cantautore alla completa conversione all’Islam e al cambio di nome in Yusuf Islam. Si ritirò dalle scene e si dedicò all’insegnamento fondando a Londra la Islamia Primary School. A questo periodo risale un vero e proprio caso internazionale. Durante una lezione al Kingston Polytechnic di Londra, Yusuf spiegò agli studenti le motivazioni della condanna del mondo islamico nei confronti di Salman Rushdie, autore de «I versi satanici». Quella lezione, però, gli valse l’accusa di fiancheggiamento nei confronti della fatwa dell’ayatollah Khomeini e, da quel giorno, l’ostracismo da parte del mondo musicale. Altro caso diplomatico nel 2004 quando a Yusuf / Cat Stevens venne vietato l’ingresso negli Stati Uniti poiché il suo nome era finito nella lista degli indesiderati in seguito agli attentati alle Torri Gemelle del 2001. L’aereo su cui viaggiava fu intercettato e rispedito immediatamente a Londra. In quel caso fu costretto a intervenire persino l’allora ministro degli Esteri britannico.

Fino alla ripresa dell’attività musicale e degli spettacoli dal vivo. A settembre Yusuf ha pubblicato «Tea for the Tillerman 2», disco celebrativo per il cinquantenario del celebre album del ’70. In era di pandemia globale, il «CatSong Festival» assume un nuovo significato. Avendo dovuto cancellare un intero anno di tour, Yusuf / Cat Stevens è consapevole della minaccia che il Covid pone alla musica dal vivo. Il cantante spera che questo evento possa dare agli artisti la possibilità di condividere i loro talenti anche coi suoi fan. Mai come oggi è fondamentale trovare modi per consentire ai musicisti di mantenere viva la fiamma della musica dal vivo.
 

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