Sperimentale

I Pet Shop Boys ripartono dagli archi in onore di Alan Turing

Non è più tempo per «Always on my mind», «It’s a sin», «West End girls» o «Domino dancing». I Pet Shop Boys di Neil Tennant e Chris Lowe sono tornati non per nostalgia del synth-pop anni ’80. Il duo britannico si rimette in discussione e sceglie di raccontare la storia di Alan Turing tra orchestre d’archi, musica elettronica e voce recitante.

Il nuovo album è intitolato «A man from the future» ed è dedicato al grande matematico e pioniere dell’informatica al quale si deve parte della vittoria degli Alleati contro la Germania nazista. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, Alan Turing riuscì a decriptare i messaggi della macchina tedesca «Enigma» spianando la strada agli eserciti impegnati al fronte.

Per realizzare il progetto i Pet Shop Boys hanno collaborato con Andrew Hodges, biografo di Alan Turing, articolando le 8 tracce come altrettanti capitoli della vita e della morte del matematico. Accanto alla musica e ai testi c’è la narrazione fatta dall’attrice Juliet Stevenson tratta proprio dal libro di Andrew Hodges «Alan Turing: The Enigma».

La musica è una combinazione di sonorità elettroniche e archi con arrangiamenti per archi di Sven Helbig eseguiti dal Manchester Camerata Octet. In 4 brani c’è anche il coro dei ragazzi della Manchester Grammar School. Il nuovo album ripercorre la vita, la morte e l’influenza di Turing che ha gettato le basi dell’informatica moderna. La sua storia si snoda a partire dai suoi anni scolastici, con l’iniziale interesse per la matematica e le scienze e la presa di coscienza della propria sessualità, gli anni universitari a Cambridge, il ruolo di primo piano svolto al servizio del governo britannico, il suo contributo all’invenzione del computer digitale, le sue previsioni sull’intelligenza artificiale, il processo e la condanna per una relazione omosessuale e, infine, il suicidio nel 1954.

Nell’ultima traccia un brano registrato tratto dalla dichiarazione dell’ex primo ministro Gordon Brown del 2009, in cui riconosceva il lavoro pionieristico di Turing nell’aiutare il Regno Unito a vincere la guerra e si scusava per il trattamento disumano che subì quando fu condannato in base a leggi omofobe. A ciò è seguita la grazia reale postuma concessa dalla regina Elisabetta II nel 2013.

«Il nostro intento nel realizzare quest’opera era quello di creare un tributo musicale ad Alan Turing che ha dato così tanto al suo Paese e al mondo e che, in cambio, è stato perseguito penalmente a causa del suo orientamento sessuale - raccontano Neil Tennant e Chris Lowe - Alan ha dato un contributo fondamentale alla sconfitta della Germania nella Seconda guerra mondiale ed è stato un pioniere dell’informatica immaginando un mondo con computer intelligenti. Guardava con ottimismo a un futuro in cui l’omosessualità sarebbe stata accettata come normale. Sia nella sua vita professionale che in quella privata, era in anticipo sui tempi».

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