Se Paul McCartney guarda indietro e ricostruisce gli anni della sua infanzia a Liverpool, ad affiorare non sono solo «canzonette» ma le fondamenta stesse della cultura popolare moderna. La storia prima della Storia.
Esce oggi in edizione speciale «The Boys of Dungeon Lane». L’album pubblicato a maggio torna adesso con quattro brani inediti tra cui una nuova versione di «Home to us», il duetto con Ringo Starr. Il brano è uno dei momenti più toccanti, con i due ex Beatles che si scambiano versi che racchiudono il peso della loro storia comune pur rimanendo personali e contemporanei. Gli altri tre brani sono «City fox», «One night stand» e «Chelsea boots».
«The Boys of Dungeon Lane» è una raccolta rivelatrice di storie mai condivise, ricordi personali e nuove canzoni d’amore. Rivolgendo lo sguardo verso l’interno, McCartney rivisita gli anni formativi che hanno plasmato la sua giovinezza e poi la sua vita. L’album è, senza dubbio, il suo più personale e introspettivo, con storie inedite che trasportano l’ascoltatore indietro nel tempo. Dove tutto è iniziato. Le canzoni mostrano McCartney in uno stato d’animo sincero, vulnerabile e riflessivo mentre scrive della sua infanzia nella Liverpool del dopoguerra, della resilienza dei suoi genitori e delle prime avventure con George Harrison e John Lennon.
L’album prende il titolo da uno dei suoi brani più significativi, «Days we left behind», una canzone intima che coglie il nucleo emotivo dell’intero progetto. Dungeon Lane è il luogo che McCartney vede ancora quando torna a casa, una porta simbolica verso il mondo precedente alla fama: pomeriggi in riva al Mersey, con in mano un libro sul birdwatching, «bar fumosi e chitarre economiche»: sogni non ancora realizzati.
«Per me questa è una canzone di ricordi - racconta il musicista - Il titolo The Boys of Dungeon Lane deriva da un verso di questo brano. Stavo pensando ai giorni che mi sono lasciato alle spalle e spesso mi chiedo se sto semplicemente scrivendo del passato ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono semplicemente tanti ricordi di Liverpool. C’è una parte a metà che parla di John e di Forthlin Road, la strada in cui vivevo. Dungeon Lane è lì vicino. Vivevo in un posto chiamato Speke, un quartiere piuttosto popolare. Non avevamo quasi nulla, ma non importava perché le persone erano fantastiche e non ti accorgevi di non avere molto».
Le nuove canzoni di McCartney ci trasportano in un mondo che esisteva prima che tutto cambiasse e fanno assistere a ricordi mai condivisi prima, rivelando con sincerità la storia umana che si nasconde dietro l’icona.
