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strage in funivia

Funivia Mottarone, il precedente inquietante. Vittorio Feltri: "Una scatoletta di carne, come andò a finire"

La tragedia di Stresa continua a tenere banco negli studi de L’aria che tira. Il programma di approfondimento sotto la conduzione di Myrta Merlino, su La 7 dedica ampio spazio alla terribile vicenda accaduta nella prima domenica di riaperture sul Mottarone.

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Su questo Vittorio Feltri, direttore editoriale di Libero punta il dito contro la burocrazia italiana. Al momento ancora non ci sono stati chiarimenti sulla proprietà della funivia. Scaricabarile sulla strage, come è possibile che non sappiamo se è del comune o della regione e chi ha l’appalto della manutenzione? Chiede la Merlino.  

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Feltri commenta così: “L’intrico burocratico è tale che diventa difficile tutto nel nostro Paese, si dice che sono stata le fatte delle revisioni ma bisogna vedere come sono state fatte. Perché è evidente che un cavo seppur di acciaio a lungo andare si usura. Se nessuno se ne accorge perché la verifica viene fatta con la mano sinistra è normale che poi possano esserci episodi di questo tipo.”

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Poi continua con il racconto di un inquietante su un'altra tragedia avvenuta circa quaranta anni fa, con dinamiche analoghe, quella del Cermis: “Io ne ricordo uno spaventoso a Cavalese avvenuto 40 anni fa, quando lavoravo al Corriere della sera e c’erano 40 persone tutte ammassate nella cabina, morte per l’impatto. Sembrava una scatoletta di carne. Una cosa spaventosa, solo una ragazza si salvò sia pure riportando delle fratture alle gambe. Anche in quella circostanza non si riuscì a capire quali fossero le cause della tragedia. In sostanza siamo rimasti per anni senza risposta, perché all’inizio c’era commozione come noi tutti oggi siamo scossi da questa vicenda ma fra un po’ ci dimenticheremo. Speriamo che l'inchiesta non proseguirà alla carlona". 

Proprio su questo in diretta l’inviato de L’aria che tira chiede la parola per aggiornare sulle indagini in corso. Il video che mostrerebbe gli istanti dell'incidente di cui parlano i giornali oggi, soprattutto il Corriere della sera, non esistere. Sono stati acquisiti diversi filmati ma nessun video, in possesso dei carabinieri, spiega l'inviato di Myrta Merlino, farebbe vedere cosa è avvenuto davvero su quella funivia. 

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