Il campionato è stato interrotto per il covid-19, ma la Lazio Nuoto vince la sua partita più importante: il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato contro Roma Capitale riguardo il bando di assegnazione della storica piscina della Garbatella, gestita da oltre 30 anni dalla società biancoceleste.
Il pronunciamento della Sezione Seconda del Tribunale Amministrativo Regionale sarà completato dall’uscita delle motivazioni della sentenza, ma in sostanza la Lazio conserva la sua casa in via Giustiniano Imperatore. «Per ora è una bella soddisfazione - ha spiegato Massimo Moroli, presidente della Lazio Nuoto – ma restiamo in attesa delle motivazioni perché non vogliamo cantare vittoria prima del tempo. È stato un periodo angosciante, due anni di battaglie terribili, ne usciamo vincenti ma comunque acciaccati. Però ritroviamo fiducia per il futuro, sapevamo di aver ragione e l’avvocato Sterrantino è stato bravissimo nel rimostrarlo a tutti». Riguardo il bando invece sono due gli scenari possibili: da un lato l’assegnazione alla Lazio in quanto seconda nella graduatoria di aggiudicazione, dall’altro l’annullamento della procedura e l’apertura di una nuova gara. «C’è grande soddisfazione - ha confessato Daniele Sterrantino, legale e vicepresidente del club - viste anche le tante ragioni giuridiche che avevamo evidenziato. Potremo commentare definitivamente solo con le motivazioni in mano, ma intanto la cosa più importante è essere riusciti a salvare la Lazio dal baratro. Andare avanti così avrebbe significato il fallimento, anche in ragione delle ulteriori difficoltà legate alla pandemia, adesso abbiamo il tempo e le condizioni per guardare al futuro».
