Dopo lo choc, la corsa a «vivisezionare» le immagini. Nella speranza di trovare un dettaglio nascosto, visibile solo dalle riprese aeree o da inquadrature mai viste, per provare se non a scagionare il mito, almeno a ridimensionarne le responsabilità. È il casco di Marquez a toccare la gamba di Valentino, che si muove solo quando lo spagnolo è già per le terre. No, è Rossi che ha perso la testa, lo ha aspettato per spingerlo fuori assestando la pedata maligna. E poi le immagini del dopo gara, il primo incontro fuori dalla pista, con Valentino che provoca il collega: «Bella gara, eh». E l’altro che non difetta di tempismo nei sorpassi e con la lingua: «Bella pedata». Con la stampa spagnola che mena legnate contro l’ex idolo, amato da quelle parti anche più degli eroi di casa, e riporta un frasario molto più colorito tra i duellanti. Ma ora la domanda che conta è solo una: Valentino correrà a Valencia o darà un forfait clamoroso come minacciato quando l’adrenalina era ancora in circolo? La risposta l’ha data ieri Lin Jarvis, managing director della Yamaha, chiamato a gestire una situazione esplosiva con Lorenzo furibondo con il compagno e rivale nella lotta al titolo iridato. «Rossi sarà al via del Gp di Valencia», ha detto il manager della scuderia giapponese che ha provato a minimizzare quanto accaduto in Malesia: «Non è il peggiore scenario possibile - ha spiegato - se uno dei piloti si fosse fatto male, sarebbe stato peggio. Riusciremo a gestire questa cosa. Chiaramente Marquez lo ha disturbato e Valentino ha fatto una scelta sbagliata. Detto questo sono molto dispiaciuto che Marc sia caduto». A Valencia, dove sono attesi non meno di 25mila tifosi di Valentino Rossi, il pilota di Tavullia partirà dall’ultimo posto in virtù della decisione - anch’essa molto controversa - della Direzione gara di Sepang. Tre punti sulla patente Fmi e retrocessione automatica nella grigia dell’ultimo, decisivo Gp della stagione. Per Carlo Pernat, manager di campioni e oracolo della MotoGp, la Direzione gara «è stata inaccettabile e non professionale. Hanno 62 monitor, sapevano perfettamente cosa era successo. Potevano decidere per un drive through, una bandiera nera sarebbe stata eccessiva, e Rossi avrebbe perso 25 secondi ai box, sarebbe arrivato settimo o ottavo e a Valencia lui e Lorenzo si sarebbero giocati il Mondiale. Quella che si è vista è una stupida non decisione». Valentino dovrà cercare una rimonta impossibile con gli occhi del mondo addosso ora che il mito del campione perfetto è scalfito. Secondo Pernat tutto il circo del Motomondiale subirà gli effetti nefasti dell’incidente di Sepang. «Il comportamento vergognoso e antisportivo di Marquez, la reazione scosiderata di Rossi e la non decisione della Direzione gara hanno ammazzato non solo il Mondiale ma tutto il mondo delle moto - ha spiegato - se il prossimo anno rimarranno sia Valentino sia Marquez, cosa potrebbe succedere? Che tensioni nascerebebro tra i piloti?». Comunque vada, Rossi - che ieri ha ricevuto anche la telefonata del preemier Renzi - è chiamato a tentare di far dimenticare l’onta della «patada», così la chiamano in Spagna, con una prestazione superlativa. Valentino conserva 7 punti di vantaggio su Lorenzo e si laureerebbe campione se a Valencia arrivasse almeno secondo. Se invece Lorenzo chiudesse secondo al Dottore basterebbe il terzo posto ma non il quarto: sarebbero appaiati ma il maiorchino vanta più vittorie. Con Lorenzo terzo al pesarese basterebbe arrivare sesto, nono se lo spagnolo chiudesse ai piedi del podio. E via così: se Valentino vuole vincere il mondiale tra lui e Lorenzo non devono esserci più di cinque piloti. Diverso il discorso se lo spagnolo chiudesse decimo o peggio, con Rossi che si ritroverebbe a sollevare il decimo trofeo iridato. Un risultato storico per un campione mai così discusso come in queste ore. E che in termini di peso mediatico e non solo è considerato la gallina dalle uova d’oro del circus a due ruote. Insomma, no Rossi no party, a partire da Valencia. Questo gli altri piloti lo sanno. Basti pensare che molti di loro affidano alla Vr46 la vendita del proprio merchandising. Come i fratelli Marquez. Anche una pedata all’ipocrisia non guasterebbe.
Rossi non molla, a Valencia per vincere
Dopo i fatti di Sepang Yamaha conferma: Valentino correrà nel Gp decisivo Serve un’impresa impossibile. E con Marquez è ancora polemica VIDEO Il faccia a faccia nel dopo-gara
