Nella linea del tempo della carriera di Jannik Sinner, esisterà sempre un prima e un dopo Darren Cahill. Eastbourne, giugno 2022: è lì che le loro strade si sono incrociate. Un torneo di preparazione per il primo vero Wimbledon di Jannik, che terminò poi la sua corsa nei quarti di finale rimontato di tre set da Djokovic, ma si consacrò nell’élite del circuito a soli venti anni. Ora quelle strade si dividono per abbracciare un’avventura nuova: una decisione che era nell’aria da diversi mesi, maturata nel tempo e ponderata con la giusta tranquillità anche in virtù dell’infortunio che non permetterà al numero 2 del ranking ATP di disputare le Finals di Torino. Nessuno strappo, dunque. Solo stima e affetto reciproco, che emergono nel video-comunicato che Jannik ha pubblicato sui social: “Ne abbiamo passate tante insieme. Mi avevi detto che ti saresti fermato dopo il 2025, ma non sono riuscito a liberarmi di te”.
Chi è il nuovo coach di Jannik Sinner?
Insieme a Simone Vagnozzi, ad affiancare Sinner che tornerà in campo in Australia con il nuovo anno, nel box dovremo abituarci alla presenza di Magnus Norman, ex tennista svedese che all’apice della sua carriera, nel 2000, raggiunse la seconda casella del ranking ATP. Il suo valore come coach lo si accerta dalla proficua collaborazione con Stan Wawrinka, i cui tre titoli Slam in bacheca sono arrivati proprio sotto la sua guida, tra cui il Roland Garros, torneo che l’altoatesino ancora insegue e che completerebbe il suo percorso di Major. In quattro anni con Cahill, Sinner ha vinto quasi tutto quello che c’è da vincere: due Australian Open, due Wimbledon, uno US Open. E durante questa stagione ha fatto en-plein con i Masters 1000, ha conquistato tutti i 9 tornei presenti nel circuio: “Ma non sono i trofei la cosa che ricorderò di più. È tutto ciò che c’è intorno. Le lunghe ore sui campi di allenamento, i voli, le cene, l’affetto. Anche i giorni in cui tutto sembrava pesante, sei stato presente per tutto questo. Ho sempre saputo di essere in buone mani”. Con Norman, Sinner tenterà l’assalto a Parigi e il ritorno al trono di numero 1 del mondo, dopo aver chiuso la stagione con largo anticipo ed è essere stato sorpassato da Zverev. Il trionfo di luglio su erba londinese è stato l’ultimo acuto di un 2026 fin lì enciclopedico.
Il video-comunicato strappalacrime di Sinner
Vale la pena registrare alcuni dei passaggi più significativi del video pubblicato da Sinner, per evidenziare il valore profondo dello sport nella creazione di rapporti che vanno oltre la professione. “Darren, quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2022, ero solo un ragazzo italiano magro con tante domande. Non mi hai mai dato tutte le risposte, ma mi hai aiutato a trovarle da solo. Sei entrato nella mia squadra come uno dei miei allenatori ma, rapidamente, sei diventato molto più di questo. Qualcuno di cui potermi fidare, su cui poter contare. Un amico”. Non può mancare un ringraziamento anche alla famiglia del coach australiano, alla quale tanto tempo è stato tolto: “Alla tua famiglia, grazie per aver condiviso Darren con noi. So cosa ti è stato richiesto e non lo do per scontato”. Poi si congeda così: “Devo gran parte di ciò che sono come giocatore e come persona a te. Cinque stagioni. Non dimenticherò un solo giorno. Grazie, amico mio, di tutto. È stato un privilegio”.
