Quattro sconfitte di fila, casella delle vittorie tristemente vuota. È il desolante score dell'Acea Roma che si lecca le ferite e si appresta a salutare Guido Saibene. Non è solo la carestia di successi a pesare ma alle palesi difficoltà in campo si è aggiunto l'episodio che a metà settimana ha visto coinvolto il tecnico lombardo il quale, probabilmente frustrato dai problemi di classifica, ha perso le staffe e avuto un contatto fisico, spintoni, e verbale con il giovane Ennio Leonzio, che non ha reagito, per uno schema non riuscito in allenamento. L'imminente trasferta di Rieti, chiusasi con l'ennesima sconfitta, ha congelato la poszione dell'allenatore. Ma la nota emessa ieri dalla società non lascia spazio a dubbi: «La Virtus comunica che è stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti del tecnico della prima squadra Guido Saibene». Non è complicato capire il significato: un esonero, visto che Saibene non ha rassegnato le dimissioni, costringerebbe la società ad onorare fino al termine della stagione l'impegno economico con il coach. L'apertura del procedimento disciplinare porterà invece alla richiesta di interruzione del rapporto di lavoro per giusta causa. Un classico licenziamento contro cui, è immaginabile, il tecnico si opporrà in sede giudiziale. Ma al di là delle finezze tecnico-legali la storia di Saibene come head coach sembra al capolinea. La cosa peggiore sarebbe prolungare l'agonia perché serve una scossa forte. In pole position per la panchina della Virtus c’è Attilio Caja. Un ritorno importante come quello di Marco Calvani, il tecnico che guidò la Virtus all'ultima finale scudetto, ma che ha già rifutato la Virtus in estate. Dietro a Calvani c'è la possibilità Fabrizio Frates. Le alternative sono poche e c'è da cambiare rotta in fretta.
Saibene punito è quasi addio La Virtus pensa a Caja
Fabrizio Fabbri Quattro sconfitte di fila, casella delle vittorie tristemente vuota. È il desolante score dell'Acea Roma che si lecca le ferite e si appresta a salutare Guido Saibene. Non è solo la...