Sport

«Ho sbagliato, ma in buona fede»

Inizia la seconda vita di Carolina Kostner: può tornare in gara dal 1°gennaio La pattinatrice esce allo scoperto dopo lo «sconto»: obiettivo Rio 2016

Una stella che torna a brillare dopo un anno di eclisse totale. È l’immagine di Carolina Kostner ieri davanti a microfoni e telecamere dopo che il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che l’aveva condannata per il coinvolgimento nella vicenda del doping del suo allora fidanzato Alex Schwazer, le ha dato il via libera per tornare a gareggiare dal primo gennaio (anziché il 16 maggio 2016) grazie a un accordo tra Wada e Coni. Una ragazza di 28 anni, appena 25 all'epoca dei fatti, forse troppo ingenua o magari solo troppo innamorata per rendersi conto di cosa le sarebbe accaduto nel tacere di fronte a un caso di doping, in questo caso di una persona a lei vicina sentimentalmente, che si è trasformato nella peggiore pena per un’atleta. Il dover lasciare pattini e pista di ghiaccio per un tempo incomprensibile a lei come a tutte quelle persone che l’hanno difesa a spada tratta. Chi denuncerebbe mai un parente o una persona particolarmente cara? Domanda dalle mille risposte ma che solo oggi ha portato Carolina, bronzo olimpico ed ex campionessa mondiale, a dimostrare la sua buona fede ma soprattutto a fare mea culpa pubblicamente. «Ho fatto un errore. Lo riconosco e sono consapevole di averlo commesso. Ma l’ho fatto in buona fede. Il doping non va tollerato. Va combattuto». Come darle torto. Occhi dolci e sorriso quasi malinconico, con il volto provato di chi esce da un incubo, si dice pronta a rimettersi in gioco, ma senza frenesia, né smania di tornare a vincere, solo con l’umiltà di chi riparte da zero. «Sono contenta di poter tornare a gareggiare - aggiunge -, anche se un programma delle gare a cui parteciperò non c’è ancora. Lo metterò a punto soltanto nelle prossime settimane con il mio staff. Così come l’eventuale partecipazione all’Olimpiade invernale». Inizia oggi la sua seconda carriera, anche se nulla sarà più come prima. La macchia resterà per sempre e forse la gente la ricorderà più per questo che per i suoi successi sportivi, ma ormai è andata, non importa. D’ora in poi non farà altro che guardare avanti. «Il cammino che ho davanti è più importante della meta finale da raggiungere. Sto bene e sono pronta a dedicarmi alla mia vita professionale dando il cento per cento». E come per ogni atleta professionista, una meta c’è, eccome. Passando dalle olimpiadi invernali per arrivare a Rio, il percorso è già chiaro nella sua mente come nei suoi muscoli che mai hanno smesso di allenarsi. Con il cuore e l’anima alleggerite dalla bella notizia di tornare in pista prima del previsto, Carolina trova anche il modo per far sentire il suo affetto all’ex fidanzato, bando ai rancori: «Non ho più sentito Alex da quando tutto è iniziato ma spero che finisca presto anche per lui». Di sicuro, diventerà una sorta di ambasciatore antidoping per il Coni: «Oggi si chiude una porta e se ne apre un’altra. Non rifarei ciò che ho fatto, come atleta so di avere una responsabilità e voglio essere un esempio per la marea di bambini che praticano questo sport». Ci sono esperienze che ti cambiano la vita e ti fanno vedere le cose con altri occhi. Lei nè è la testimonianza diretta. «Il doping è un’esperienza che ti mette davanti a un bivio: o ti distrugge, o ti rende più forte». Per Carolina Kostner vale la seconda.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.