L a Spagna al bivio. E la Liga trema. Perché il campionato di calcio del re Filippo VI potrebbe perdere la sua regina. L'affermazione delle liste separatiste che, nelle elezioni politiche regionali, conquistano la maggioranza assoluta dei seggi nella costituzione del nuovo parlamento autonomo di Barcellona, mette nei guai il governo centrale di Madrid. Il risultato delle urne, giunti due giorni fa al termine di una maratona elettorale disputata senza esclusione di colpi, è chiaro. Gli indipendentisti sono oltre il muro del 50% dei consensi tra gli aventi diritto al voto, ed ora puntano dritto al referendum per dire addio al Gobierno de España. La nascita dello stato catalano sconvolgerebbe la nazione della corrida a livello socio-politico ma non solo. A restare sotto le macerie del terremoto secessionista sarebbe anche lo sport. La prima a cadere sarebbe la Liga, ma con un effetto domino che coinvolgerebbe anche il basket, l'atletica e tutte le altre discipline. Javier Tebas, presidente della Real Federación Españiola de Fútbol è deciso e cristallino: «In caso di divisione, il Barcellona e le altre squadre catalane non potranno partecipare al nostro campionato. Il regolamento non prevede deroghe, le uniche società non spagnole ammesse sono quelle di Andorra». Addio quindi al «Clasico», match sempre spettacolare che porta in dote anche il fascino dell'eterna battaglia tra il Real, considerato il team del «regime» fin dai tempi di Francisco Franco, e il Barça «ribelle». Fuori dai giochi sarebbe anche l'Espanyol, più le altre equipos presenti nello spicchio di terra a nord-est della penisola iberica. Josep Maria Bartomeu, presidente dei blaugrana prova a spegnere le fiamme indipendentiste intorno alla sua società, perché il pericolo di finire all'inferno c'è: «Il Barcellona ha dimostrato di essere fuori dalla politica. Abbiamo sempre parlato solo di sport. E così sarà in futuro». Anche se poi c’è chi, tra i campioni d'Europa, ha ceduto al cuore e si è già schierato. «Mi auspico un referendum sull'Indipendenza», le parole di Piqué. Sincero, ma forse troppo impulsivo. Perché la secessione demolirebbe la sua squadra. Il nuovo torneo catalano di certo non vedrebbe la partecipazione di star assolute come Messi, Xavi, Neymar, Suarez. Luis Enrique, intanto, non si sente di escludere clamorosi sviluppi. «Ormai mi aspetto qualunque finale», dice l'asturiano senza mostrare emozione. «L'hombre vertical» è pronto a tutto. Magari anche ad andare in trasferta a Sabadell.
Il voto catalano spacca la Liga
Con la secessione Barça fuori dal campionato e addio «Clasico»