Peter Sagan non aveva mai vinto una grande classica in carriera, ma è riuscito a vincere la classica per eccellenza. Il corridore slovacco, con una bellissima azione da finisseur, è riuscito a vincere la maglia iridata alzando le braccia al cielo in solitaria, sul traguardo di Richmond. Non è mai facile vincere un mondiale, ma Sagan ha trionfato letteralmente da solo, visto che aveva solo due compagni di squadra che si sono entrambi ritirati. Cresciuto ciclisticamente nell’italiana Liquigas, il primo degli italiani al traguardo è stato Giacomo Nizzolo, 18/o, con la nazionale che ha corso bene entrando nelle varie fughe ma si è letteralmente persa nei chilometri decisivi: l’ultima bella azione è stata di Elia Viviani, che aveva chiuso sul pericolosissimo Tom Boonen. Al di là di tutto, la spedizione azzurra a Richmond presenta un bilancio positivo: la medaglia d’argento ottenuta da Simone Consoni tra gli Under 23 e l’altro argento conquistato da Adriano Malori nella cronometro sono due grandissime iniezioni di fiducia per il futuro della nazionale guidata da Davide Cassani. Iniziando dagli Under 23, è d’obbligo dire che non si vedeva una nazionale azzurra giovanile così competitiva da tanti anni: ogni ragazzo ha svolto il proprio lavoro in maniera egregia, e la vittoria è mancata solo per pochissimi metri. Consonni, corridore della Colpack, lo ha dichiarato al termine della gara: «Se fossi partito ai 250 metri ce l’avrei fatta, purtroppo non me la sono sentita. Mi sento rammaricato perché avrei potuto farcela, ma purtroppo è andata così». Grandissimo è stato il lavoro svolto da Gianni Moscon, corridore che nel 2016 vestirà nientemeno che la divisa del Team Sky, la formazione che ha vinto il Tour de France grazie a Chris Froome, mentre per Consonni si profila un futuro alla Lampre-Merida, la formazione italiana diretta da Giuseppe Saronni. Futuro confermato in Movistar per Adriano Malori: il talento azzurro, nato in provincia di Parma, negli ultimi due anni ha fatto un enorme salto di qualità nella lotta contro il tempo. per il pluricampione tedesco Tony Martin quella di mercoledì scorso è stata una giornata da dimenticare, ma in stagione Malori aveva battuto più volte il portacolori tedesco, come è avvenuto nella tappa di Porto Sant’Elpidio alla Tirreno-Adriatico. Alla Movistar, Malori può continuare a crescere e a migliorare nella specialità, e a questo punto è lecito sognare una vittoria importante anche in ottica Olimpiadi di Rio 2016. È un segnale importante, in quanto negli ultimi anni l’Italia ha sempre sofferto nelle cronometro, ma ora anche la nazionale azzurra ha un corridore di tutto rispetto in questo esercizio. Per il primo anno, dal 2008 ad oggi, le donne non hanno portato a casa nessuna medaglia in nessuna categoria, nemmeno tra le Juniores. Lo scorso anno a Ponferrada l’argento della Bertizzolo salvò la spedizione, ma stavolta non è arrivato nessun riconoscimento. Non bisogna però rimproverare le donne elite, anzi: sono state tutte autrici di una prestazione maiuscola, a cominciare da Valentina Scandolara, che ha portato avanti una lunghissima fuga interrotta a 4 km dal traguardo. La Bronzini ha rotto la bici in prossimità dell’arrivo, mentre la Longo Borghini ha chiuso al quarto posto allo sprint, lei che non è veloce. Il dato è quindi comunque positivo, e quello zero in bacheca è un risultato bugiardo.
Sagan mette tutti in riga
Ciclismo Lo slovacco è campione del mondo Bilancio ok per l’Italia che guarda positivo verso Rio
